sabato, 1 Ottobre 2022

Supercoppa Uefa, a Helsinki va in scena la finale Real Madrid-Eintracht Francoforte

All'Olympic Stadion di Helsinki va in scena la 47esima finale di Supercoppa Uefa. A sfidarsi ci sono i detentori della Champions League del Real Madrid e i detentori dell'Europa League dell'Eintracht Francoforte.

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Questa sera alle 21, in esclusiva su Prime Video, andrà in scena la 47esima finale di Supercoppa Uefa. A sfidarsi nella meravigliosa cornice dell’Olympic Stadion di Helsinki ci saranno Real Madrid e Eintracht Francoforte. L’incontro di fatto aprirà la nuova annata calcistica, assegnando il primo vero trofeo stagionale. A dirigere la gara ci sarà Michael Oliver, noto ai più per essere stato l’arbitro di Real Madrid-Juventus del 2018.

Uno sguardo su Helsinki

A partire dall’edizione del 2013, le finali di Supercoppa Uefa sono diventate itineranti. Dal 1998 al 2012 infatti, teatro della kermesse è stato lo stadio Louiss II del Principato di Monaco. Da nove anni a questa parte invece si è dato spazio a diversi Paesi, tanti in evidente via di sviluppo. Le città che hanno ospitato le ultime nove edizioni sono state, in ordine cronologico: Praga, Cardiff, Tbilisi, Trondheim, Skopje, Tallinn, Istanbul, Budapest, Belfast e appunto Helsinki.

La capitale della Finlandia, nonché sede della finale, conta oltre 648mila abitanti ed è l’area metropolitana più a nord del mondo. Affacciata sul Mar Baltico, la città vanta un clima boreale umido, mitigato dalla presenza del mare, a differenza delle confinanti Svezia e Norvegia.
Unica città finlandese dotata di tram e metro, Helsinki è ben collegata e dotata di aeroporto, quello di Vantaa, distante 20 kilometri dal centro cittadino. La Capitale offre inoltre collegamenti quotidiani con la Lapponia, San Pietroburgo e Mosca.
Affacciata appunto sul mare, attraverso l’utilizzo dei traghetti è possibile visitare facilmente Rostock, Stoccolma e Tallinn. Come per ogni Stato del nord che si rispetti, il trasporto pubblico è tra i più costosi d’Europa.

Teatro della finale odierna è l’Helsingin Olympiastadion. Inaugurato nel 1938, dispone di 40mila posti a sedere ed è stato stadio olimpico per i Giochi della XV Olimpiade nel 1952. Peculiarità della struttura è l’altissima torre, ben 72.71 metri, adiacente alle tribune. La dimensione della torre corrisponde alla lunghezza del lancio del giavellotto che determinò la medaglia d’oro al finlandese Matti Jarvinen, durante le Olimpiadi di Los Angeles del 1932. Divenuta ben presto attrazione turistica, la torre è visitabile e offre una fantastica vista panoramica sull’intera città.

Verso la Finale – Qui Real Madrid

Quella di questa sera sarà l’ottava finale di Supercoppa Uefa per il Real Madrid. I freschi campioni d’Europa hanno conquistato il trofeo in quattro occasioni, perdendo tre edizioni.
I madrileni sono riusciti a sollevare la Supercoppa soltanto al terzo tentativo, dopo le delusioni del 1998, sconfitti 1 a 0 dal Chelsea, e del 2000, sconfitti 2 a 1 dal Galatasaray.

La prima gioia è arrivata soltanto nel 2002, quando i Blancos di Vicente del Bosque si imposero sugli olandesi del Feyenoord per 3 a 1. Da quel giorno il Real Madrid ha soltanto vinto, trionfando anche nelle edizioni del 2014 e 2016 contro il Siviglia, e del 2017 contro il Manchester United.
Per vedere i calciatori del Real uscire dal campo con la medaglia d’argento bisogna tornare all’ultima apparizione dei Blancos in finale. Era il 2018, quando gli acerrimi cugini dell’Atletico Madrid si imposero per 4 a 2 dopo i tempi regolamentari.

Verso la Finale – Qui Eintracht Francoforte

Se il Real Madrid ha avuto accesso alla Finale per aver conquistato la Champions League, l’Eintracht Francoforte è riuscito a strappare il pass aggiudicandosi l’Europa League. Le Aquile, nell’esotica finale contro il Rangers, hanno bissato il successo del 1980, che ai tempi non permetteva di prendere parte alla Supercoppa Uefa. Fino al 1998 infatti l’accesso era permesso a chi trionfava in Coppa delle Coppe, e non in Coppa Uefa, ora appunto Europa League.

L’Eintracht arriva all’appuntamento di questa sera da sfavorita, considerando la disparità tra le due rose e l’imminente partenza di Kostic, direzione Torino sponda Juve. Ad accentuare il dislivello tecnico, si aggiunge la cabala, che strizza l’occhio al Real Madrid.
I Blancos, vincendo stasera arriverebbero a cinque successi nella competizione, eguagliando, al primo posto per numero di vittorie, Milan e Barcellona. I tedeschi, al contrario, hanno un cattivo trend con la competizione.

Precedentemente all’edizione del 2013, le squadre tedesche avevano disputato sette finali, uscendo sempre con le ossa rotte. Ci provarono il Bayern Monaco, 1975, 1976 e 2001; l’Amburgo, 1977 e 1983; Werder Brema, 1993; Borussia Dortmund, 1997.
Il trend negativo per i teutonici è stato appunto spezzato nella finale di Praga, dove il Bayern Monaco batté il Chelsea di Mourinho per 5-4 dopo i tiri di rigore. I bavaresi riuscirono a ripetersi sette anni più tardi, con l’edizione del 2020 vinta ai danni del Siviglia per 2 a 1 ai tempi supplementari.

I precedenti

Le due squadre si sono sfidate ufficialmente in un’unica occasione, la finale di Champions League del 1960, con il Real Madrid che si impose per 7 a 3 sui tedeschi. Giocata all’Hampden Park di Glasgow, la gara fu oggetto di diversi record.
Il primo è legato ai tifosi, grazie ai 127mila presenti è tutt’ora la finale che ha visto più spettatori allo stadio. Fu anche la finale che vide più gol segnati, ben 10, ma anche quella che regalò al Real Madrid la quinta Coppa Campioni consecutiva, un primato ancora oggi imbattuto.

Si trattò di una gara, probabilmente come quella di questa sera, senza storia. Il Real Madrid arrivava da quattro vittorie di fila, contando tra le proprie file giocatori del calibro di Di Stefano, Puskas e Gento.
Di riflesso, l’Eintracht aveva conquistato il suo primo trofeo appena un anno prima, la Bundesliga. Le Aquile arrivarono all’atto conclusivo della Coppa Campioni senza aver affrontato compagini degne di nota, potendosi servire solo di pochi giocatori di livello.
Ciò nonostante, riuscì a passare in vantaggio contro ogni pronostico, resistendo alla carica avversaria per 27 minuti. Ancora oggi quella finale viene ricordata come uno dei traguardi più alti mai raggiunti dal club di Francoforte sul Meno.

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