giovedì, 29 Settembre 2022

Levante, previsto per il 2023 un nuovo album

Claudia Lagona, in arte Levante, tornerà nel 2023 con un nuovo album. L'artista ha pubblicato il suo ultimo lavoro il 4 ottobre 2019. Inoltre ha pubblicato tre romanzi introspettivi, l'ultimo si intitola "E questo cuore non mente"

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Claudia Lagona, in arte Levante, torna in studio per lavorare al suo prossimo album che uscirà nel 2023. Il suo ultimo progetto risale al 4 ottobre 2019 e si chiama “Magmamemoria” e contiene 13 singoli. Il nome del suo ultimo album rimarca l’idea della potenza dei sentimenti che come lava fuoriescono come un vulcano attivo. Anche la sua copertina enfatizza l’idea di trovarsi davanti a una tracklist esplosiva e il colore rosso che fa da sfondo a una Levante in ombra, raccontano luci ed ombre delle emozioni che lasciano il segno.

“Magmamemoria” è un lavoro che ripercorre la biografia dell’artista siciliana, un viaggio dove sono centrali i sentimenti come la rabbia, la dolcezza, l’amore e la struggente delusione che si trasforma in aggressività. Il percorso di questo album è segnato da una graduale maturazione e consapevolezza di ciò che proviamo, comincia ritornando sui luoghi che lei stessa ha frequentato in passato vengono enfatizzati attraverso la duale conflittualità tra l’illusione di potersi distaccare e l’idea che la nostalgia attutisca il contraccolpo della distanza.

Levante ha pubblicato anche un terzo libro che è uscito il 14 aprile 2021. Si intitola  “E questo cuore non mente” e racconta la storia di Anita che si rivolge a uno psicanalista per superare la scomparsa di suo padre. La voce narrante di Anita spinge il lettore a comprendere l’importanza di affidarsi alle cure del professionista, esperto in terapie comportamentali per iniziare un percorso di ricostruzione del proprio sé. Per ricostruire il proprio io interiore Anita inizierà una terapia cognitivo-comportamentale durante la quale racconterà i suoi stati d’animo. La struggente penna angosciosa e intensa di Levante porta il lettore a comprendere che tutti abbiamo delle fragilità e delle insicurezze che non ci permettono di vivere serenamente e abbassano la nostra autostima.

Quello che resta di un sentimento profondo che ci lega alle persone che non ci sono più è un’amara delusione che deriva dalla consapevolezza che il tempo passato insieme sia stato sempre troppo fugace. L’assenza di un punto di riferimento ci offusca e inizialmente ci toglie le forze, ci sembra ingiusta e la stessa Anita racconta allo psicologo di sentirsi così: “Non te la prendi con qualcuno perché non ti ama più, ma per il modo in cui smette di amarti. […] Il modo in cui ha smesso di amarmi è stato lento. Millimetro dopo millimetro, ha allontanato da e ogni sua parte, lasciando per ultimo il corpo. Il suo corpo mi cercava, specie verso sera, ma se bussava nella notte trovava il mio sonno. E così, centimetro dopo centimetro, silenziosamente, ho perso anche i suoi desideri. Non so di preciso quand’è che ha smesso di volermi bene come prima, ma so con certezza che io l’ho aiutato a non volermene più. Ci siamo ritrovati in una sorta di circolo vizioso in cui, nella stanchezza, l’unica cosa di noi che riuscivamo a far incontrare era l’orgoglio – una prova di forza da cui io uscivo sempre perdente.”

La figura che ne esce è complessa e articolata, addolorata, ma fermamente consapevole di dover scavare nel suo passato per riuscire a trovare una risposta al suo presente. Una figura femminile, quindi, apparentemente debole ma profondamente forte, capace di chiedere aiuto e di affrontare un percorso in cui le verrà richiesto di mettere a nudo le sue fragilità e di affrontarle.

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