sabato, 1 Ottobre 2022

Guerra in Ucraina, razzi vicino Zaporizhzhia. Intelligence britannica: “Mosca usa mine antiuomo nel Donbass”

L'Onu è preoccupata per quanto sta accadendo nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, tornata teatro di scontri del conflitto tra Russia e Ucraina. La pioggia di razzi di ieri, 7 agosto, ha costretto i responsabili dell'impianto a chiudere un reattore. Intanto, Kiev sferra un attacco sul ponte di Antonivka

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Il 166esimo giorno di conflitto si apre con le dichiarazioni del segretario generale delle Nazioni Unite preoccupato dell’evolversi degli eventi in atto in Ucraina. Antonio Guterres ha detto di essere “molto preoccupato” per la possibilità di un “conflitto prolungato, che sta causando enormi sofferenze e sta avendo un impatto molto negativo sull’economia globale”. La difficoltà di giungere a una tregua deriva dal semplice fatto che “non è possibile conciliare le posizioni” di Mosca e Kiev, ha aggiunto.

La Russia sta usando mine antiuomo nel Donbass

Secondo l’intelligence britannica, la Russia sta usando con ogni probabilità mine antiuomo per scoraggiare la libertà di movimento lungo le sue linee difensive nel Donbass, nell’Ucraina orientale. Queste mine, come sottolinea il rapporto pubblicato dal ministero della Difesa su Twitter, hanno il potenziale di provocare un gran numero di vittime sia tra le forze ucraine sia tra la popolazione civile. Inoltre, conclude il rapporto, a Donetsk e Kramatorsk molto probabilmente i russi hanno cercato di usare le controverse mine antiuomo PFM-1 e PFM-1S, soprannominate “mine farfalla” o “pappagalli verdi”, già usate dai sovietici durante la guerra in Afghanistan.

Bombardamenti a Kharkiv e Kiev

Igor Terekhov, sindaco di Kharkiv, ha dichiarato che durante la notte sono stati segnalati bombardamenti russi nelle regioni di Kharkiv e Kiev. “Intorno alle 4:40, Kharkiv è stata bombardata di nuovo. Una serie di esplosioni. Secondo i dati preliminari, i distretti di Novobavarsky e Nemyshlyansky sono stati bombardati. Non ci sono informazioni sulle vittime, spero che non ci saranno“, ha comunicato Terekhov.

Razzi su Marhanets vicino a centrale nucleare

L’esercito russo ha bombardato, per la seconda notte consecutiva, la cittadina ucraina di Marhanets, sulla sponda nord del fiume Dnipro, a soli 10 km dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia che si trova sulla sponda opposta. Lo ha annunciato il capo dell’Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko. “La comunità di Marhanets è stata colpita dal fuoco dei (lanciarazzi) Grad. Sono stati lanciati 20 razzi nemici. Fortunatamente non ci sono state vittime. La comunità di Chervonohryhorivka è stata colpita da due missili Kh-59″, ha scritto Reznichenko. Nel villaggio di Kamyanske, inoltre, le esplosioni hanno danneggiato un’azienda agricola e nove edifici residenziali”, ha sottolineato Reznichenko.

Ieri, 7 agosto, dopo che parti della centrale nucleare di Zaporizhzhia sono state “gravemente danneggiate” dall’attività militare russa, i responsabili dell’impianto sono stati costretti a interrompere l’attività di un reattore. Kiev ha accusato l’esercito russo di aver sparato razzi contro obiettivi civili dall’area della centrale. Mosca, che controlla la zona della centrale da marzo, ha accusato l’esercito ucraino di essere responsabile dei danni causati con un attacco.

Kiev sferra attacco al ponte Antonivka

Le truppe ucraine hanno sferrato un altro attacco al ponte Antonivka, sul Dnipro, una delle principali rotte di rifornimento russe a Kherson. La notizia arriva dall’agenzia stampa russa Ria Novosti, sostenendo che ci sono danni alla carreggiata, ma che il ponte non rischia di crollare. Il collegamento, costruito negli anni ’80 e dall’inizio della guerra in Ucraina al centro del conflitto, era stato chiuso a causa dei bombardamenti ma al momento i russi proprio nella zona stanno organizzando una traversata ed è dunque uno snodo strategico. Durante la Seconda guerra mondiale il Dnirpo costituì per l’URSS, come successivamente per i tedeschi, un argine naturale e un’importante linea di difesa. In questo conflitto, quindi, ha anche una valenza storica e psicologica.

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