venerdì, 12 Agosto 2022

Catanzaro, chiede di essere pagata e viene picchiata dal titolare: lei filma tutto e mette le immagini in rete – VIDEO

La 25enne di origini nigeriane ha richiesto il pagamento per il lavoro svolto, ma il titolare del lido l'ha aggredita. Virale sui social il video della violenza postato dalla ragazza in diretta Instagram.

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Una 25enne di origini nigeriane, che lavorava come lavapatti in un lido a Soverato in Calabria, è stata brutalmente picchiata dal datore di lavoro per aver chiesto di essere pagata per le prestazioni svolte. “Dove sono i miei soldi? Io non vado via”, dice la giovane nel video dell’aggressione, diventato virale sui social nelle ultime ore. “Questa è casa mia”, replica il proprietario del lido e poi uno spintone, minacce e bestemmie. Qualcuno si accorge che la ragazza ha avviato una diretta su Instagram e avvisa l’uomo, che subito si scaglia contro di lei. A questo punto il video diventa confuso, ma quello che avviene è estremamente chiaro: le urla parlano da sole.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, la 25enne Beauty lavorava nel lido da circa una settimana, ma aveva già capito che la situazione era insostenibile, perciò aveva deciso di licenziarsi. Al momento di andar via ha chiesto le sue spettanze, ma il datore di lavoro le avrebbe corrisposto solo la paga per le ore dichiarate sul contratto, molte meno di quelle realmente svolte. Da qui il litigio e poi la violenza, a seguito della quale Beauty è dovuta ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso. Dopo aver raccontato tutto ai Carabinieri, la ragazza ha deciso di rendere pubblico il video dell’aggressione, che è subito diventato virale sui social. Nelle ultime ore, decine di recensioni negative hanno inondato la pagina dello stabilimento.

Sulla vicenda è intervenuto il sindacato Filcams Cgil Calabria. “Una lavoratrice straniera che chiede di essere pagata per il suo lavoro e che per tutta risposta si prende le mazzate e le urla in faccia di chi pensa di avere diritto di aggredirla e scacciarla”, scrive in una nota il sindacato. “Quello che a noi pare chiaro è che questo episodio è frutto di una cultura del disprezzo di ciò che è pubblico, delle leggi e dei contratti di lavoro. Questa situazione ha dei responsabili, naturalmente, poiché nonostante le denunce continue e gli appelli rivolti a politica e Istituzioni, agli allarmi e alla vertenza Nazionale e Regionale sul Turismo, chi deve occuparsi di far rispettare le regole si gira sempre da qualche altra parte“, conclude Filcams.

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