martedì, 16 Agosto 2022

Afghanistan, Ayman Al-Zawahiri è morto. Biden: “Responsabile dell’11 settembre, giustizia fatta”

Ayman Al-Zawahiri, di origini egiziane, aveva 71 anni ed era alla guida di Al Qaeda dopo la morte di Osama Bin Laden. Era considerato uno dei 22 terroristi più ricercati dagli Stati Uniti nel mondo, con una taglia da 25 milioni di dollari sulla testa.

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Ayman Al-Zawahiri è morto. “Giustizia è fatta”. A darne notizia è direttamente il Presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden, che commenta l’operazione di precisione dei suoi militari in territorio afghano: “Era uno dei responsabili dell’11 settembre, ha seminato una scia di sangue americano”. Questa volta, quindi, la notizia è vera. Il Presidente americano, dalla Casa Bianca, l’ha comunicata alla Nazione quando in America erano le 19:30 di ieri sera, 1 agosto, in Italia invece l’1:30 di notte. Una notizia che negli anni era rimbalzata nei media e giornali del Paese, ma che poi si era sempre rivelata infondata. Ayman Al-Zawahiri, di origini egiziane, aveva 71 anni ed era alla guida di al Qaeda dopo la morte di Osama Bin Laden. Ai tempi era il suo luogotenente. Oggi, invece, era considerato uno dei 22 terroristi più ricercati dagli Stati Uniti nel mondo, con una taglia da 25 milioni di dollari sulla testa.

Biden alla nazione: “Non sono stati uccisi civili, famiglia illesa”

“L’operazione è stata un successo. Oggi siamo più sicuri in un mondo incerto. Lo avevo d’altronde promesso: non lascerò mai che l’Afghanistan si trasformi in un paradiso per terroristi”, ha proseguito Biden. Stando alle informazioni diffuse, Al-Zawahiri, capo di al Qaeda, è stato ucciso a Kabul da un drone lanciato durante una missione di antiterrorismo condotta dall’intelligence americana, molto probabilmente con il supporto di fonti pachistane, nella notte fra sabato 30 e domenica 31 luglio. “Una missione delicata, portata a termine con estrema accuratezza”, riferiscono i giornalisti dalla Casa Bianca, le cui basi erano state poste già qualche mese fa. “Lo avevamo individuato da tempo, e identificato anche la moglie e la figlia”. Al-Zawahiri viveva infatti con la famiglia nella Capitale. Era ritornato quindi dopo anni in quell’Afghanistan da cui si era tenuto lontano, molto probabilmente nascondendosi fra i monti pakistani. Una decisione maturata dopo il ritiro delle truppe americane un anno fa. “Lo abbiamo colpito mentre era in balcone. La sua famiglia era in altre aree della casa ed è rimasta illesa. Non sono state uccise altre persone”, proseguono dalla Casa Bianca. L’operazione era partita a maggio e, oltre al Presidente Biden, pochi ne erano a conoscenza. Le modalità dell’intervento erano state studiate durante numerosi incontri, mentre il Capo della Casa Bianca aveva chiesto di continuo che fosse garantita la sicurezza dei civili. Dopo aver analizzato pure le eventuali ricadute sulle relazioni con i talebani, la decisione di agire è stata definitivamente presa lo scorso 25 luglio. Biden, convinto di dare un colpo alla struttura di Al Qaeda con la morte di Al-Zawahiri, ha dato l’ok a procedere. Dopo l’attacco, le autorità talebane hanno rapidamente trasferito altrove i familiari superstiti. Kabul ha subito condannato l’operazione che, stando ad alcune fonti, violerebbe l’accordo di Doha, che sancisce i termini del ritiro delle truppe americane dal territorio afghano e vieta esplicitamente attacchi all’interno del Paese. Da Washington assicurano di essersi confrontati anche con gli esperti legali prima di agire.


Il discorso di Biden alla Nazione, ieri sera

Chi era Ayman Al-Zawahiri, l’ex chirurgo oculista diventato capo di Al Qaeda dopo la morte di Bin Laden

Ayman Al-Zawahiri, ex chirurgo oculista, laureato in Medicina e anche scrittore e autore di versi, medico personale dello “sceicco del terrore”, Bin Laden, aveva assunto ufficialmente la guida dell’organizzazione Al Qaeda, creata l’8 giugno del 2011 da Bin Laden, subito dopo l’uccisione del suo capo, il 2 maggio 2011, ad opera di un commando di Navy Seal in un compound in Pakistan. Da quel momento aveva proseguito la propria ascesa nell’Islam radicale. Secondo un recente rapporto dell’Analytical Support and Sanctions delle Nazioni Unite, l’organismo si era nel frattempo espanso, diventando molto forte e radicandosi ormai anche nell’Africa settentrionale e orientale. Secondo l’intelligence americano, Al Qaeda nel nord dell’Afghanistan si stava posizionando per soppiantare lo Stato Islamico nelle zone precedentemente controllate da questo allo scopo di essere “nuovamente riconosciuto come gruppo leader della jihad globale”. Proprio per tutti questi motivi la sua eliminazione viene considerato un successo importante per l’amministrazione Biden. Al Qaeda, tuttavia, ha già pronto un nuovo capo: Saif al Adel, veterano di lunga data dell’organizzazione e braccio destro di Zawahiri, in compagnia di Abdal-Rahman al-Maghrebi, genero marocchino del terrorista ucciso, che negli anni ha già ricoperto ruoli di alto livello all’interno di Al Qaeda.

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