venerdì, 12 Agosto 2022

Guerra in Ucraina, pena ridotta a 15 anni per il primo soldato russo. Intelligence di Kiev: “Attacco alla prigione organizzato da mercenari Wagner”

Kiev ha avviato le indagini per dimostrare le responsabilità del raid sul carcere nel Donetsk. Per l'intelligence ucraina l'attacco potrebbe esser stato organizzato dai mercenari di Wagner su istruzione del russo Yevgeny Prigozhin. Dopo le sanzioni del regno Unito la Bielorussia ritira il suo ambasciatore da Londra.

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Dopo l’annuncio dell’apertura delle indagini da parte del Comitato Investigativo della Russia sul bombardamento della prigione nell’Olenivka, anche Kiev avvia un procedimento per dimostrare le responsabilità del raid. Secondo le informazioni preliminari raccolte dall’ufficio del pubblico ministero, “lo stato occupante ha colpito il territorio della colonia penale n.120 nel villaggio temporaneamente occupato di Olenivka nel distretto di Volnovakha nella regione di Donetsk”. Nella dichiarazione poi si legge: “è stato stabilito che in questa colonia gli occupanti vi hanno creato un luogo di detenzione, dove sono detenuti illegalmente civili e prigionieri di guerra delle forze armate ucraine. Un’indagine preliminare è in corso”. Inoltre secondo l’intelligence di Kiev l’attacco al carcere potrebbe esser stato organizzato da alcuni mercenari Wagner, una sorta di esercito privato alle dipendenze del presidente Vladimir Putin, su istruzione personale del russo Yevgeny Prigozhin e senza alcun coordinamento con il ministero della Difesa ucraino. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa Ukrainska Pravda.

Pena ridotta a 15 anni per il soldato russo processato

Il primo soldato russo processato per crimini di guerra Vadim Shishimarin ha ottenuto dalla corte d’appello di Kiev la riduzione della pena a 15 anni. Solo a maggio il giovane soldato 21enne era stato condannato all’ergastolo per aver ucciso un civile disarmato di 62 anni. Il suo avvocato aveva presentato appello e aveva dichiarato al Moscow Times che la sentenza era stata sicuramente influenzata dalla “pressione sociale”.

Bielorussia richiama il suo ambasciatore a Londra

Il Regno Unito ha sferrato pesanti sanzioni anche contro la Bielorussia per aver soppresso le proteste di massa del 2020 e per non essersi dimostrata ostile all’invasione russa dell’Ucraina. Così Minsk in tutta risposta ha immediatamente richiamato il suo ambasciatore a Londra. “La decisione è stata assunta per derubricare il livello della rappresentanza diplomatica del nostro paese in Gran Bretagna. Il richiamo dell’ambasciatore è conseguente alle mosse ostili e poco amichevoli, anche se non significa che stiamo chiudendo i canali di comunicazione con Londra”, si legge in una nota del ministero degli Esteri bielorusso.

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