martedì, 16 Agosto 2022

“Non è un infarto, è solo Covid”: i medici la rimandano a casa. Morta 68enne dopo 2 ore

"Sono dolori causati dal Covid", avevano detto i medici dopo aver visitato la 68enne, recatasi nell'ospedale di Formia l'11 luglio con un forte dolore al petto e al braccio sinistro; la donna temeva si trattasse di un infarto. Il marito di Lucia Chiarelli, rimandata a casa e morta dopo meno di due ore, ha presentato un esposto alla Procura di Cassino.

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L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19 ha inevitabilmente finito per mettere in secondo piano molte altre patologie, spesso oscurando qualcosa di ben più letale. È quanto sembrerebbe accaduto a Lucia Chiarelli, morta l’11 luglio a Formia, nella sua abitazione, poco meno di due ore dopo esser stata dimessa dall’ospedale Dono Svizzero. “Sono dolori causati dal Covid, vada a casa“, hanno detto i medici del pronto soccorso dopo aver visitato la 68enne, recatasi lì con un forte dolore al petto e al braccio sinistro, preoccupata che potesse trattarsi di un infarto.

La vicenda

La donna era entrata in ospedale solo con alcuni problemi di ipertensione, per cui assumeva una pillola al giorno, e qui è stata sottoposta agli esami ematochimici, da cui sembrerebbe non sia emerso nulla di serio, a una radiografia al torace e al tampone naso faringeo per il Covid-19, test al quale è purtroppo risultata positiva. Ed è così che i sanitari hanno confuso quel dolore per un sintomo legato al virus, rispedendola a casa con la diagnosi “dolore toracico in Covid positiva“, con la classica terapia farmacologia a base di Fluimucil e Toradol e l’imposizione di isolamento fiduciario domiciliare. Una volta tornata nella sua abitazione con il marito, Lucia ha mandato l’uomo a far scorta dei farmaci prescritti in farmacia. La 68enne è crollata improvvisamente a terra dopo aver ingerito qualche goccia di uno dei farmaci acquistati dal compagno. Sul posto è giunta immediatamente l’ambulanza del 118 che ha tentato di rianimare Lucia Chiarelli, già priva di battito e respiro; purtroppo per la donna non c’è stato nulla da fare.

Procura di Cassino apre le indagini e dispone l’autopsia

Il consorte della vittima ora chiede a gran voce verità e giustizia e lo fa presentando un esposto alla Procura di Cassino e chiedendo la riesumazione del corpo di Lucia; il procedimento avviato è per ora a carico di ignoti. Il pm che sta seguendo l’indagine, in coordinamento con i Carabinieri di Formia, ha acquisito e sequestrato tutta la documentazione clinica, disponendo inoltre l’autopsia del cadavere per capire a cosa sia stato dovuto il decesso. Intanto la Direzione Salute della Regione Lazio, assieme all’assessore Alessio D’Amato, ha rilasciato un comunicato in merito alla triste vicenda. “La Direzione regionale Salute ha disposto un audit clinico in merito al decesso di una signora di 68 anni dimessa dall’ospedale di Formia e deceduta dopo alcune ore. La disposizione dell’audit serve per chiarire tutti i protocolli clinici adottati e ovviamente l’Azienda sanitaria locale è a totale disposizione dell’autorità giudiziaria. Ai familiari e ai cari della donna vanno le profonde condoglianze”.

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