venerdì, 19 Agosto 2022

Bimba morta a Milano, terminata l’autopsia sul corpo di Diana: la madre sorvegliata a vista a San Vittore

L'esame non ha rilevato evidenti cause del decesso della bambina; i medici legali hanno dichiarato di poter dare una risposta solo dopo una serie di altri accertamenti sul corpicino di Diana. Nei prossimi giorni verrà analizzata la boccetta dell'ansiolitico En, il biberon e in particolare il beccuccio, per capire se la bimba abbia ingerito il farmaco.

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Oggi, 26 luglio, si è conclusa l’autopsia sul corpo della piccola Diana, la bimba di 16 mesi morta a Milano, in via Parea, dopo esser stata lasciata sola in casa per 6 giorni. L’esame, iniziato alle 8 di stamattina, non ha rilevato evidenti cause del decesso della bambina. Per ora i medici legali hanno dichiarato di poter dare una risposta solo dopo una serie di altri accertamenti sul cadavere della piccola, come gli esami radiologici e tossicologici. Nei prossimi giorni verrà analizzata anche la boccetta dell’ansiolitico En, il biberon e in particolare il beccuccio, il tutto per capire se la bimba abbia ingerito il farmaco. Qualora l’esame dovesse risultare positivo, per la madre, Alessia Pifferi, in carcere con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per aver abbandonato la figlia e averla lasciata morire di stenti, potrebbe aggravarsi il quadro accusatorio con l’elemento della premeditazione.

La madre sorvegliata a vista a San Vittore

La 37enne è attualmente sorvegliata a vista nella sua cella a San Vittore, dove è detenuta da giovedì scorso, nonostante non abbia mostrato alcun segno di squilibrio psicofisico. Non è da escludere che le prove potrebbero portare il pm, Francesco De Tommasi, a richiedere il rito immediato per Alessia Pifferi. La morte per stenti della piccola Diana ha smosso enormemente l’opinione pubblica: molte madri di bambini della sua stessa età continuano a inviare valanghe di e-mail in Procura, “augurando” che per la 37enne venga emessa “la pena più severa in assoluto, l’ergastolo a vita senza sconti”. Per quanto riguarda il padre biologico della bimba gli inquirenti non hanno ancora alcun dato per riuscire a rintracciarlo, in quanto la madre non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Gli investigatori tenteranno di risalire alla sua identità attraverso le chat presenti sul telefono sequestrato della Pifferi.

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