martedì, 9 Agosto 2022

Calcio, Gattuso si sfoga ai microfoni di Sky: “Ho sofferto molto, sono state dette cose non vere”

"Ho sofferto in silenzio, i social possono distruggere un personaggio o una persona. Sono uscite cose non vere, sono stato bersagliato su tante cose che non fanno parte della mia persona". Rino Gattuso torna a parlare di se e del suo anno difficile.

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L’attuale allenatore del Valencia, Liga Santander in Spagna, Rino Gattuso torna a parlare ai microfoni di Sky e si sfoga dopo un anno complicato.

Il “potere” dei social

“I social possono distruggere una persona, andrebbero regolamentati”. Gennaro Gattuso, dal ritiro del suo Valencia, racconta l’anno difficile, caratterizzato da alcune accuse di razzismo e sessismo arrivate proprio social. “L’anno scorso ci ho sbattuto i denti – ha aggiunto -, tutti pensavano che avessi lasciato la Fiorentina perché fossi già d’accordo con il Tottenham, ma non è andata così. Il Tottenham è arrivato dopo, poi non sono più andato lì a lavorare per delle cose non vere. I dirigenti del Tottenham ci sono cascati e ho pagato. Per fortuna al Valencia la dirigenza mi ha appoggiato. I social possono distruggere un personaggio o una persona e ci sono tanti esempi: penso ai ragazzini che finiscono sul web, rimangono etichettati per tutto il resto della vita a causa di un piccolo errore. Su questo bisogna lavorare. Quando hai una famiglia e degli amici che ti supportano nel quotidiano, passa tutto. Ci vorrebbero un po’ di regole. Lascio passare tante cose che sono state dette, anche se sono stato davvero male. Ma va bene così”.

La sofferenza di Rino

Tutti sono a conoscenza della bontà e onestà di Rino, tanti suoi ex compagni o avversari affermano che “Ringhio” era un animale in campo, ma fuori dal campo è sempre stato una persona meravigliosa.
“Forse sbaglio a non parlare per difendermi – ha detto l’ex tecnico di Milan e Napoli ai microfoni di Sky -, ma io sono fatto così. Però sarei ipocrita se dicessi che non ho sofferto per tante cose che sono state dette sul mio conto. Ho sofferto in silenzio, devo dire che ultimamente sono stato bersagliato su tante cose che non fanno parte della mia persona. Sono uscite cose non vere, perché sono state prese frasi dette 15 anni fa e inserite in un contesto per fare polemica. Ma io sono una persona totalmente diversa rispetto a quella che hanno descritto”.

Il caso dello zio e l’ndrangheta 

Tra le sofferenze di Rino, anche il coinvolgimento giudiziario di Damiano Gattuso, zio dell’ex calciatore e ora allenatore, nell’ordinanza che ha portato all’arresto di sette persone per più reati tra cui usura ed estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Nel memoriale di una vittima si legge come questi, tramite Damiano Gattuso – non indagato – fosse stato messo in contatto con Orlando Demasi, condannato per ‘ndrangheta e oggi finito dietro le sbarre.

In particolare, nel racconto si fa riferimento a un incontro in un bar di Gallarate (Varese), semivuoto. Nell’occasione erano presenti lo “zio del calciatore”, Demasi e la vittima di strozzinaggio, la quale racconta: “Mi chiede di quanti soldi avessi bisogno e io gli dico 10.000 euro (…), alla fine della discussione ci accordiamo per il 25% al mese e per un mese. A tutta risposta Orlando dice a Damiano: guarda che ne rispondi tu! Di questi soldi se lui non paga prima scanniamo a lui e poi veniamo da te! E a noi non interessa chi è tuo nipote!“. Nell’ordinanza dell’inchiesta del Pm di Milano Francesco De Tommasi nata proprio dalle dichiarazioni dell’imprenditore, si legge ancora: “Dopo un decina di giorni mi chiama Damiano perché è stato contattato da Orlando Demasi per darmi i primi 10.000 euro, io a mia volta consegno un assegno a garanzia dietro la preoccupazione di Damiano. Dopo un mese alla scadenza, io restituisco i soldi ad Orlando, però non mi ricordo se con bonifico o facendogli incassare l’assegno e Damiano fa un sospiro di sollievo e io lo ringrazio di tutto”.

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