venerdì, 19 Agosto 2022

Incendio sul Carso, troppo fumo chiuso Impianto Ficantieri: a casa 3mila dipendenti

L'incendio sarebbe stato innescato da alcune scintille provocate dalla brusca frenata di un treno. Per via di una eccesiva densità di fumo, l'Impianto Fincantieri di Monfalcone, in provincia di Gorizia, resterà per il momento inattivo. Almeno 3mila lavoratori di Fincantieri, oggi, 20 luglio, non potranno andare a lavoro.

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Troppo fumo dopo l’incendio sul Carso divampato nella mattinata di ieri, 19 luglio. A quanto pare, tra le cause del rogo, non sarebbe da prendere in considerazione l’azione di piromani. L’incendio sarebbe stato innescato da alcune scintille provocate dalla brusca frenata di un treno. Il forte vento e la vegetazione secca avrebbero contribuito ad alimentare velocemente le fiamme. Per via di una eccesiva densità di fumo, l’Impianto Fincantieri di Monfalcone, in provincia di Gorizia, resterà per il momento inattivo. Per questo, almeno 3mila lavoratori di Fincantieri e delle aziende dell’indotto, oggi, 20 luglio, non si recheranno sul posto di lavoro. Una misura, questa, adottata in maniera puramente precauzionale, per salvaguardare la salute dei dipendenti nei confronti dei quali sarà attivata la cassa integrazione.

L’operazione per domare le fiamme

Sul posto, l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco del Friuli-Venezia Giulia che, da ieri, stanno lavorando ininterrottamente, grazie all’ausilio dei colleghi sloveni, alla Guardia Forestale e alla Protezione Civile, per evitare più danni possibili. Per via della mancanza di vento, è stata favorita l’azione di difesa delle case di Sablici, la frazione di Doberdò del lago, fino all’evacuazione di almeno una 20ina di appartamenti. A causa del ristagno dell’aria, la scorsa notte si è registrato un picco notturno elevatissimo di Pm10 nella città di Monfalcone, con aria del tutto non respirabile. Stando alle rilevazioni dell’Arpa Fvg, si sarebbero verificati picchi di 1.600 microgrammi per metro cubo, un livello elevatissimo se si tine conto che il limite quotidiano è di soli 50 microgrammi. Dunque, La Regione Friuli-Venezia Giulia ha dichiarato lo stato di emergenza.

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