venerdì, 19 Agosto 2022

Crisi di Governo, Salvini-Berlusconi: “Pronti al voto”. Meloni contro sindaci pro Draghi: “Senza pudore”

In attesa dell'incontro di Draghi alle Camere, continua il dibattito tra le forze politiche. L'attuale Presidente del Consiglio mantiene il silenzio, il centrodestra si dice pronto al voto, insieme a Fratelli d'Italia, Renzi prega Draghi affinché "non tratti", mentre il Pd cerca di ricucire l'unità nazionale.

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Si è rotto quel patto di fiducia con il Movimento 5 Stelle, dopo le nuove dichiarazioni di Giuseppe Conte, fatte di ultimatum e minacce”. Queste le parole di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini sulla crisi di Governo, affermate durante l’incontro tra il Cavaliere e del leader della Lega a villa Certosa. I due dichiarano di essere pronti al voto e di mantenere una linea comune come centrodestra, lontano dai pentastellati che hanno dimostrato solo “incompetenza e inaffidabilità”. Lo strappo con il M5s è ormai netto. Dal canto suo, il Pd, invece, cerca di “ricucire” i rapporti con il Movimento e punta tutto sulla sua ala governista, dove il clima resta teso. Da una parte ci sono i “contiani”, dall’altra i “governisti”, una frattura che rischia di ingrandirsi sempre più, dopo il già difficile taglio imposto al M5s da Luigi Di Maio. Mario Draghi mantiene il silenzio, in attesa di presentarsi mercoledì 20 luglio alle Camere.

Lo scontro tra “contiani” e “governisti”

Le cose per palazzo Chigi al momento infatti non cambiano e la scelta è quella di non interferire sul dibattito in corso tra le forze politiche. Tuttavia, nuove voci sono arrivate dall’esterno: l’appello sottoscritto da circa 1000 sindaci italiani che invita l’attuale Premier a non dimettersi e riprendere in mano le sorti del Paese. Domani il presidente del Consiglio sarà in Algeria per firmare “importanti accordi” andando avanti con il consueto programma diplomatico, mentre ieri sera è arrivato un nuovo rinvio per l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari, prevista per oggi.

Tra i più accusati all’interno del M5s di mantenere i rapporti con Draghi, i cosìdetti governisti, ci sarebbe Maria Soave Alemanno (membro del direttivo grillino alla Camera e delegata d’Aula), che ieri è stata una delle prime a manifestare la volontà di continuare ad appoggiare il governo Draghi. Preso di mira anche Davide Crippa. “In Consiglio nazionale devi rappresentare il pensiero della maggioranza e non portare la tua opinione personale”. Questa l’accusa mossa al presidente dei deputati, contrario all’ipotesi di innescare una crisi di governo. Accuse molto dure sono arrivate in particolare dai “contiani” Leonardo Donno, Sebastiano Cubeddu e Gilda Sportiello.

Berlusconi-Salvini: “Pronti al voto”

Matteo Salvini ha incontrato a villa Certosa, in Sardegna, Silvio Berlusconi per discutere dell’attuale crisi di Governo. Entrambi attendono l’evolversi della situazione, ma si sono detti già pronti al voto. Resta ferma intenzione di mantenere una strategia comune come centrodestra di governo. “I leader del centrodestra di governo hanno esaminato e approfondito la situazione politica. Le nuove dichiarazioni di Giuseppe Conte confermano la rottura di quel patto di fiducia richiamato giovedì dal Presidente Mario Draghi e alla base delle sue dimissioni”, si legge in una nota congiunta firmata dall’ex premier e dal segretario della Lega al termine del vertice. I due leader escludono, inoltre, “la possibilità di governare ulteriormente con i 5 stelle per la loro incompetenza e inaffidabilità“.

Meloni su appello sindaci pro Draghi: “Senza pudore”

“Il fronte dei sindaci in favore del governo di Mario Draghi è senza pudore” tuona la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “Mi chiedo se tutti i cittadini rappresentati da Gualtieri, Sala, Nardella o da altri sindaci e presidenti di Regione che si sono espressi in questo senso, condividano l’appello perché un governo e un Parlamento distanti ormai anni luce dall’Italia reale vadano avanti imperterriti, condannando questa Nazione all’immobilismo solo per garantire lo stipendio dei parlamentari e la sinistra al governo” conclude la presidente di FdI.

Pd: “Dopo M5s, anche la destra ostacola ripresa dell’unità nazionale”

Enrico Letta, leader del Partito Democratico, ha convocato la congiunta dei gruppi martedì sera, 19 luglio, alle 21.30, a poche ore dalla decisione di Draghi attesa mercoledì 20. La linea dem è quella di continuare, riservatamente, a lavorare per “salvare il salvabile”.”Dopo la discussione dei Cinquestelle, oggi vediamo che anche dalla destra arrivano ostacoli alla ripresa di un ragionamento sulla possibilità di proseguire questa esperienza di unità nazionale” dichiara il Ministro Andrea Orlando, che parla di “cauto pessimismo” e “di tattica sbagliata e dannosa” dei pentastellati. “Conte ha alzato il sasso e Salvini rischia di prendere l’anguilla. La destra ha approfittato di questa convulsione dei Cinque stelle per aprire la strada alle urne” conclude Orlando.

“Il quadro che si va componendo potrebbe essere questo: nuova spaccatura del M5S, una minoranza si esprimerà per Draghi, soprattutto deputati ed il ministro D’Inca, e il resto con Conte verso l’appoggio esterno che diventerebbe nel giro di pochi giorni opposizione” afferma un senatore dem.

Renzi: “Draghi non tratti”

“Abbiamo superato quota 80mila firme per dire a Draghi: non trattare con nessuno, vieni in Parlamento e fai un discorso prendere o lasciare. Noi ci stiamo. Avanti con Draghi. Arriviamo a 100mila?” scrive Matteo Renzi su Facebook.

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