venerdì, 12 Agosto 2022

Crisi di Governo, Mattarella respinge le dimissioni: Draghi mercoledì alle Camere

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni di Mario Draghi. Mercoledì il Presidente del Consiglio dimissionario dovrà presentarsi alle Camere; l'indiscrezione era già trapelata nel pomeriggio.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni presentate da Mario Draghi al Quirinale; ora la palla passerà nelle mani delle Camere, dinanzi a cui, il premier dimissionario, dovrà presentarsi mercoledì. “Mi dimetto, la maggioranza non c’è più“, queste le dichiarazioni pronunciate da Draghi nel suo intervento al Consiglio dei ministri. La decisione del premier è stata presa a seguito dell’approvazione in Senato della fiducia al Decreto Aiuti con 172 favorevoli e 39 contrari, risultato da cui è emersa l’assenza di tutti i senatori del M5S. Oggi pomeriggio il Movimento 5 Stelle non ha votato la fiducia sul Dl e i suoi senatori sono usciti dall’aula, come già annunciato ieri da Giuseppe Conte, leader del M5S, dopo un Consiglio Nazionale fiume. L’approvazione del Dl arriva dopo una mattinata frenetica in cerca di mediazioni anti-crisi, tra cui il tentativo fallito di Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, che aveva proposto a Palazzo Chigi di evitare la richiesta di fiducia al Senato.

Ma il vento di crisi soffiava ormai da settimane, alimentato da vecchi e nuovi attriti tra il Presidente del Consiglio Draghi e l’ex premier Conte. Molti punti del Decreto Aiuti, tra cui l’installazione di un termovalorizzatore a Roma, non hanno mai convinto quest’ultimo e la parte oltranzista del Movimento, trasformandosi in quella famigerata goccia pronta a far traboccare irrimediabilmente il vaso. La posizione presa dagli altri partiti dinanzi a questa dilagante instabilità politica, seppur non parlamentare, è stata nettamente differente: il Partito Democratico ha puntato il dito contro il M5S, promettendo che dinanzi alla caduta del Governo a causa dei “ricatti grillini”, non appoggerà il Movimento alla prossima tornata elettorale; mentre Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni, è sempre stato favorevole al voto anticipato, spronato molto probabilmente dai sondaggi che danno il partito come favorito. Forza Italia, invece, ha oscillato tra un “pronti per le urne” e un “disponibili a proseguire con questo Governo”. “FI in continuità con l’atteggiamento di responsabilità che ha sempre contraddistinto la sua azione, attende con rispetto le determinazioni del presidente Draghi e le indicazioni che darà il capo dello Stato”, ha dichiarato Silvio Berlusconi. Si è dimostrata elastica anche la Lega, il segretario Matteo Salvini: “Siamo preoccupati, stupiti, attenderemo quello che avverrà, quello che vorrà fare il presidente Draghi, ma non possiamo accettare che il parlamento sia bloccato”.

Mattarella respinge le dimissioni di Draghi

“Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”. Questo quanto si legge in una comunicazione ufficiale diffusa dal Quirinale.

Possibile slittamento delle dimissioni dopo il 19 luglio

Le dimissioni del premier Mario Draghi potrebbero slittare a causa del vertice intergovernativo in Algeria del 18 e 19 luglio, impegno istituzionale fissato da mesi per discutere nuovi accordi sul gas, patti che non potrebbero essere presi e sottoscritti da un Presidente del Consiglio dimissionario.

La Lega: “Subito al voto”

“La Lega è stata leale, costruttiva e generosa per un anno e mezzo, ma da settimane il presidente Draghi e l’Italia erano vittime dei troppi No del Movimento 5 Stelle e delle forzature ideologiche del Partito Democratico. La Lega, unita e compatta anche dopo le numerose riunioni di oggi, condivide la preoccupazione per le sorti del Paese: è impensabile che l’Italia debba subire settimane di paralisi in un momento drammatico come questo, nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani”. Si legge in una comunicazione ufficiale del partito guidato da Matteo Salvini.

Il Pd: “Governo riparta, non possiamo permetterci crisi”

“Ora solo al lavoro perché mercoledì alle Camere si ricrei la maggioranza e il Governo Draghi possa ripartire. Il Paese piomba in una crisi gravissima che non può permettersi”, si sono levate così le voci di alcuni esponenti del Partito Dem.

Renzi: “I grillini hanno fatto male al Paese. Lavoriamo a Draghi bis”

“Draghi ha fatto bene, rispettando le Istituzioni: non si fa finta di nulla dopo il voto di oggi. I grillini hanno fatto male al Paese anche stavolta. Noi lavoriamo per un Draghi-Bis da qui ai prossimi mesi”, ha commentato Matteo Renzi, alla guida di Italia Viva.

Meloni: “Niente scherzi, ora si vada al voto”

“Non accettiamo scherzi. Questa legislatura per Fratelli d’Italia è finita. Ora si vada al voto, io sono pronta a governare. Noi vogliamo battere il Pd, spero anche gli altri partiti del centro destra”, ha detto Giorgia Meloni, leader di FdI, alla festa dei Patrioti di Palombara Sabina.

Draghi: “Non ci sono più le condizioni per realizzare il programma”

“Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di Governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più”, ha affermato Draghi in Consiglio dei Ministri.

Draghi al Cdm: “Mi dimetto, la maggioranza non c’è più”

“Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo Governo dalla sua creazione non c’è più”. Lo ha annunciato il premier Mario Draghi intervenendo al Consiglio dei ministri.

Brunetta: “L’Italia non può fare a meno di Draghi”

“L’Italia non può fare a meno di Mario Draghi. Dobbiamo portare a termine il lavoro iniziato 17 mesi fa. Non possiamo perdere, in momenti così difficili, la credibilità e fiducia conquistate in Europa e nel mondo”. Si legge sul profilo Twitter di Renato Brunetta, il ministro per la Pubblica amministrazione.

Letta: “Credo sia nell’interesse di tutti che Draghi prosegua”

“Credo che sia un interesse di tutti che il governo prosegua, un interesse che sta maturando anche con fortissime spinte che provengono da ovunque, anche dalle parti sociali, dal mondo del lavoro, dall’Unione Europea”. Questo il commento a caldo del segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, in merito all’attuale crisi dell’esecutivo causata dal M5S.

Conte: “Si assumano le responsabilità della pagina scritta ieri”

“Il M5S ha dato sostegno a questo Governo sin dall’inizio con una votazione e con i pilastri della della transizione ecologica e della giustizia sociale. Se poi si crea una forzatura e un ricatto per cui norme contro la transizione ecologica entrano in un Dl che non c’entra nulla, noi per nessuna ragione al mondo daremo i voti. Se qualcuno ha operato una forzatura si assuma la responsabilità della pagina scritta ieri“. Così si è espresso il leader pentastellato, uscendo dalla sua abitazione. Conte non ha assolutamente alcuna intenzione di cedere e ha dichiarato ai cronisti: “Non chiediamo posti, nomine, nulla, ma chiediamo ovviamente di rispettare un programma definito all’inizio: transizione ecologica e urgenza della questione sociale che adesso è esplosa. O ci sono risposte vere, strutturali e importanti oppure nessuno può avere i nostri voti”.

M5S assente al voto: 15 in missione o in congedo

Tutti i 61 senatori del Movimento 5 Stelle non hanno votato la fiducia al Decreto Aiuti. Tuttavia, scorrendo i tabulati, 15 dei ministri pentastellati assenti risultano attualmente in missione o in congedo, tra cui Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura. Stamattina la senatrice Cinzia Leone ha abbandonato le fila del M5S, unendosi al gruppo di Luigi Di Maio, Insieme per il futuro.

Grillo sostiene Conte: “Il M5S sta facendo il M5S”

“Beppe è con Conte”, hanno affermato all’agenzia di stampa LaPresse alcune voci pentastellate dopo aver sentito il fondatore e garante del Movimento. Beppe Grillo è quindi d’accordo nel non aver votato la fiducia al Decreto Aiuti. “Il Movimento 5 Stelle sta facendo il Movimento 5 Stelle”, ha affermato.

Il Consiglio dei ministri rimandato

Il Consiglio dei ministri previsto inizialmente per le 15:30 è stato posticipato, i ministri non sono ancora stati convocati.

Castellone del M5S: “Chi parla di responsabilità non votò Pnrr con Conte 2”

“Il governo Conte 2 cadde per mano di chi oggi parla di responsabilità, ma all’epoca non si fece scrupoli a non votare il Pnrr in Consiglio dei ministri rifiutando di fatto 209 miliardi di euro. Irresponsabili non siamo noi, irresponsabile è chi non dà risposte al Paese. La stabilità si costruisce su basi solide, sulle azioni che il governo mette in campo. La dignità è quella che stiamo difendendo oggi di un Gruppo parlamentare e di una forza politica che si comporta da anni con lealtà ma subisce attacchi vergognosi. Oggi non partecipiamo al voto di questo provvedimento perché non condivido né parte del merito né il metodo, ma questa nostra posizione si sottrae alla logica della fiducia al governo”. Questo parte del discorso pronunciato dal capogruppo del M5S Mariolina Castellone.

Il M5S contro Bernini di Fratelli d’Italia: interviene la Presidente Casellati

Agitazione e fischi dai banchi del Movimento 5 stelle contro il capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini, durante la sua dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti. È stata costretta a intervenire la presidente Casellati per richiamare i senatori oltranzisti 5 stelle a lasciar concludere l’intervento della senatrice di centro-destra.

Bernini: “Oggi nuova maggioranza se qualcuno non vota la fiducia”

“Noi continueremo a essere coerenti ma chiediamo coerenza a tutto questo emiciclo e a tutte le forze politiche che stanno sostenendo questo governo. Perché è evidente che se qualcuno non voterà la fiducia, oggi nascerà una nuova maggioranza di governo. Ma noi non abbiamo paura di essere coerenti votando provvedimenti che fanno bene al paese e non abbiamo paura delle elezioni”. Queste le parole di Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.

Malpezzi: “Scelta M5S non lascia indifferente il Pd”

“Non possiamo che prendere atto della scelta del M5S, una scelta che noi riteniamo sbagliata e che non ci lascia indifferenti nel metodo e nel merito. Non abbiamo considerato le questioni che avete posto come degli ultimatum, ma come un pungolo. Abbiamo anche visto un governo pronto a mettere al centro della sua azione l’agenda sociale, una nuova risposta al nuovo quadro economico che stiamo affrontando. Non un governo sordo. Per lavorare a questa agenda serviva la compattezza di tutta la maggioranza. Non siamo rimasti indifferenti nemmeno nel metodo. Oggi si vota la fiducia al governo ed è un dovere per i gruppi di maggioranza votare la fiducia al governo di cui si fa parte. Il nostro non può che essere un appello alla responsabilità, una responsabilità vera”. Così ha parlato la capogruppo del Pd al Senato, Simona Malpezzi, intervenendo sul voto al Decreto Aiuti.

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