venerdì, 19 Agosto 2022

Covid-19, quarta dose e immunità di gregge: cosa dicono Bassetti Lopalco Ricciardi e Pregliasco

Per Bassetti la quarta dose è "un fallimento annunciato" mentre per Lopalco "Ema ci ha messo troppo". Quanto all'immunità di gregge, non sembra che ci sia alcuna possibilità di ottenerla, a meno di alcuni distinguo.

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L’apertura alla somministrazione del secondo booster anche per gli over 60, che ha trovato immediata risposta nel Ministro della salute Roberto Speranza, non convince un parte della comunità scientifica. Il via libera arrivato ieri dall’Ema – Agenzia europea del farmaco e dall’Ecdc – Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie con una dichiarazione congiunta, prevede la somministrazione della quarta dose agli over 60 e ai pazienti fragili, ad almeno 4 mesi di distanza dall’ultima dose. Sulla quarta dose e sulla possibilità di sviluppare un’immunità di gregge si sono espressi, con posizioni differenti, quattro importanti esponenti della comunità scientifica.

Bassetti: “Fallimento annunciato”

In merito a quanto deciso ieri dal Ministero della Salute, si è espresso molto criticamente Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. «Andava fatta prima un’analisi seria sul perché il 75% di chi poteva farla nei mesi scorsi non l’ha fatta. Ora si pretende che venga fatta sotto l’ombrellone, sapendo che a settembre arriveranno i vaccini aggiornati. Siamo di fronte ad un fallimento annunciato, che mette gli over 60 sullo stesso piano dei 90enni. Non la condivido».

Lopalco: “Niente immunità di popolazione con il covid”

Per l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università del Salento, invece, «Ema ci ha messo un po’ troppo a prendere questa decisione». Per Lopalco i «vecchi vaccini sono ancora molto efficaci nel proteggere le persone dalla malattia grave». In merito alla possibilità di raggiungere un’immunità di popolazione con Sars-Cov-2, l’epidemiologo si è espresso negativamente. «Le caratteristiche di questo virus, ovvero la capacità di evadere il sistema immune e produrre infezioni ripetute, insieme al fatto che esiste un reservoir animale, indicano chiaramente che la circolazione virale non potrà mai essere fermata. Ma questo noi esperti lo sapevamo fin dall’inizio» ha spiegato.

Ricciardi: “Nessuna possibilità con germi così contagiosi”

Concorde anche Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. L’immunità di gregge o di popolazione con un virus come il covid «che provoca così tante reinfezioni, non è tecnicamente possibile». Si può avere, nelle persone infettate dal virus, «una momentanea refrattarietà, ma che dura pochi mesi. Con germi così contagiosi – spiega Ricciardi – e, soprattutto, che hanno capacità di infettare di nuovo, non c’è nessuna possibilità».

Pregliasco:” Immunità a onde unica possibile”

Sebbene non sia possibile raggiungere «un’immunità di gregge intesa come azzeramento» della possibilità di contagiarsi, si può ottenere «un’immunità intesa come periodica riduzione della quota di popolazione suscettibile all’infezione». La cosiddetta «immunità a onde» sarebbe l’unica possibile secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene dell’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi. Viste le caratteristiche del virus, spiega Pragliasco, possiamo agire regolando la lunghezza delle onde buone, quelle con una fetta più consistente di popolazione protetta, attraverso la vaccinazione e le misure anti-contagio.

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