lunedì, 15 Agosto 2022

Povertà assoluta, Istat: “Sud situazione peggiore che al Nord. Giovani fascia più colpita”

I numeri del Rapporto annuale dell'Istat sono preoccupanti. Sempre più giovani tra i 18 e 34 anni in stato di povertà assoluta. Al Nord netto miglioramento, il Sud peggiora. In aumento le famiglie ma il numero dei componenti è inferiore. Secondo l'Istat, il Reddito di cittadinanza ha salvato dalla povertà quasi mezzo milione di abitanti.

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Preoccupanti i numeri del Rapporto annuale dell’Istat riguardo alla povertà assoluta. Prendendo come riferimento il 2005, in cui gli individui in questo stato erano 1,9 milioni, nel 2021 è quasi triplicato raggiungendo il 9,4% del totale della popolazione italiana con 5,6 milioni di persone. Aumenta anche il numero delle famiglie, è raddoppiato da 800mila a 1,96 milioni, circa il 7,5%. La condizione di povertà assoluta si è sparsa a macchia d’olio soprattutto tra i minori, dal 3,9% del 2005 si è arrivati al 14,2% nel 2021; è quasi quattro volte superiore rispetto al 2005, con il 3,1%, tra i giovani compresi nella fascia di età 18-34 anni, dove l’incidenza ha raggiunto l’11,1%. I numeri allarmanti del 2021 contano 1 milione e 382mila minori e 1 milione e 86mila giovani in quella fascia di età in povertà assoluta. Non sono esenti gli anziani: anche per questa fetta di società il numero è aumentato raggiungendo circa 734mila persone, però l’incidenza si ferma al 5,3%.

Il Nord migliora, il Sud peggiora

Drammatiche, invece, le differenze numeriche tra Nord e Sud. L’Istat ha evidenziato che “nel Nord la crescita della povertà assoluta è stata molto accentuata nel 2020: l’incidenza tra gli individui è aumentata del 2,5% rispetto al 2019, raggiungendo il 9,3% (quattro volte il valore del 2005); nel Mezzogiorno, invece, un aumento marcato si osserva tra il 2011 e il 2013, quando si è passati dal 6,1 al 10,6%, e un ulteriore incremento si è registrato nel 2017″. Nel 2021, il Nord ha mostrato una notevole ripresa, mentre il Sud ha raggiunto il punteggio più alto della serie: 12,1%“.

Gli stranieri e la povertà

L’Istat ha anche rilevato come il dato sulle famiglie di stranieri, disponibile solo dal 2014, segnali quanto queste ultime siano in uno stato di povertà assoluta nettamente superiore rispetto ai livelli delle famiglie italiane, che oscilla intorno al 25% dal 2016. Inoltre, è venuto fuori che in 1 milione e 900mila famiglie l’unico componente occupato è un lavoratore non-standard, quindi con contratto a tempo determinato, oppure è un collaboratore in part-time involontario.

Istat: “Il Reddito di cittadinanza è stato salvifico”

L’Istat ha evidenziato come “le misure di sostegno economico erogate nel 2020, ovvero Reddito di cittadinanza e di emergenza” siano riuscite a evitare che quasi mezzo milione di famiglie si trovassero in condizioni di povertà assoluta. Infatti, è stato constatato che nel 2020, senza sussidi, l’intensità della povertà avrebbe potuto raggiungere il 28,8%, a fronte del 18,7% che è stato osservato.

Aumento delle famiglie, ma in calo il numero dei componenti

Le famiglie sono aumentate raggiungendo oltre 25 milioni nel 2020-2021, ma il numero medio di componenti scende a 2,3 rispetto ai 2,6 del 2000-2001. Sul totale complessivo rientrano anche tutti quei nuclei costituiti da una sola persona; infatti si è passati dal 24% d’inizio millennio al 33,2%. Contemporaneamente diminuiscono anche le famiglie costituite da coppie con figli che sono il 31,2% del totale. L’Istat ha inoltre spiegato che, se si dovesse continuare con questo andamento, entro il 2045 le coppie senza figli potrebbero superare quelle con figli.

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