venerdì, 12 Agosto 2022

Rientra la preside al liceo delle molestie, tra i maturandi le ragazze che l’accusano. Protesta la Cgil

Il rientro della dirigente del Valentini-Majorana avviene proprio mentre alcune delle studentesse che hanno denunciato si trovano a sostenere la prova di maturità. Cgil denuncia il "silenzio complice, inattivo e omertoso" delle istituzioni.

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A cinque mesi dalle proteste che hanno scosso l’intera penisola, la preside Jolanda Maletta rientra al Valentini-Majorana, riprendendo possesso del proprio ruolo; si era allontanta dopo la bufera scoppiata perché alcune studentesse avevano denunciato di aver subito molestie da parte di un docente dell’Istituto, accusandola di aver tentato di mettere tutto a tacere. A chiedere un passo indietro da parte della preside erano stati anche alcuni docenti, tanto che Ufficio scolastico regionale della Calabria aveva affidato la gestione dell’Istituto ad una reggente. Il periodo d’assenza della storica dirigente sarebbe ufficialmente da ricondurre ad un congedo per malattia. Ora che è terminato è tornata nell’istituto di Castrolibero, proprio mentre alcune delle studentesse che hanno denunciato si trovano a sostenere la prova di maturità. Nel frattempo sulla vicenda era calato il silenzio. A quanto ci risulta, nessun provvedimento disciplinare è assunto da parte delle istituzioni nei confronti della dirigente. Nonostante l’amministrazione comunale si sia affrettata a specificare che si tratta solo di una ripresa di servizio temporanea, un ultimo step prima di andare in pensione all’inizio del prossimo anno scolastico, la reazione dei sindacati non si è fatta attendere.

«Et voilà … a volte ritornano. Al loro posto, come se nulla fosse successo, in un silenzio assordante. Cosa ci si poteva attendere nel Bel Paese?» ha tuonato in una nota il coordinatore di Democrazia e Lavoro – Sinistra CgilPino Assalone. «La dirigente, a cui nella precedente estate era stato addirittura consentito il prolungamento dell’attività lavorativa nonostante il raggiungimento dell’età prevista per il pensionamento obbligatorio, – continua il sindacalista – era stata accusata apertamente di non aver agito in alcun modo nei confronti delle denunce che le erano state sottoposte e, anzi, di averle osteggiate fino a tentare di impedirle e a coprire quanto sarebbe successo in quella scuola. Ora, quella dirigente da dieci giorni è incredibilmente ritornata al suo posto! Tornata cioè a dirigere tranquillamente l’Istituzione scolastica oggetto di attenzione da parte di tutto il Paese per fatti da accertare che sarebbero avvenuti durante la sua dirigenza e di cui si è detto lei fosse ben a conoscenza».

Sotto accusa «il comportamento di tutta l’Amministrazione scolastica, dal Ministero a quella regionale e provinciale: il loro silenzio complice, inattivo e omertoso è il peggiore messaggio che le Istituzioni dovrebbero dare, ancor più se si parla di Scuola. Non si ha notizia di alcuna determinazione e provvedimento assunti: si è insabbiato tutto, come nella migliore delle tradizioni? Si è operato per tutelare qualche amico degli amici approfittando del passare del tempo e della brevità dell’indignazione e della memoria collettive?», conclude il coordinatore di Democrazia e Lavoro – Sinistra Cgil.

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