venerdì, 12 Agosto 2022

Reddito di cittadinanza, in Commissione passa emendamento del centrodestra: si perde anche rifiutando offerte private

Il M5s vota contro, centrodestra e Pd a favore. Ai beneficiari che firmano il Patto per il lavoro le offerte di lavoro possono essere proposte “direttamente dai datori di lavoro privati”. Il rifiuto sarà comunicato al centro per l’impiego ai fini della decadenza.

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Da oggi anche un’offerta congrua a chiamata diretta da parte di un datore di lavoro privato  sarà considerato come un rifiuto e potrebbe comportare la perdita del diritto al Reddito di Cittadinanza. Così le commissioni della Camera, nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio, hanno approvato un emendamento del centrodestra al decreto Aiuti, mentre dal Movimento Cinque Stelle è arrivato voto contrario. Sì anche dal Partito democratico.

Il nuovo emendamento, così come modificato, è il risultato di emendamenti identici riformulati e presentati anche da Maurizio Lupi (Noi con l’Italia), Riccardo Zucconi (FdI), Rebecca Frassini (Lega), Paolo Zangrillo (FI), da Lucia Scanu e Manuela Gagliardi (Misto). La nuova normativa stabilisce che il Ministro del Lavoro debba definire con decreto le modalità di comunicazione e di verifica della mancata accettazione dell’offerta congrua. Ai beneficiari che firmano il Patto per il lavoro le offerte di lavoro possono essere presentate “direttamente dai datori di lavoro privati”. Infine, il datore di lavoro privato comunicherà il rifiuto al centro per l’impiego ai fini della decadenza. Le truffe in materia di Reddito di Cittadinanza costano allo Stato milioni di euro.

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