venerdì, 19 Agosto 2022

Ius Scholae, in Commissione arriva il primo sì: il Governo è diviso. Salvini: “Uno Ius Soli mascherato”

Il centrosinistra compatto a favore del sì, il centrodestra si spacca. Alla vigilia del voto, è stato organizzato dalla Rete per la riforma della cittadinanza anche un flash mob in piazza Capranica, dove è stato celebrato un matrimonio tra l’Italia e oltre un milione di giovani ancora senza cittadinanza.

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È arrivato il via libera alla proposta di legge sulla cittadinanza in base allo Ius Scholae. Ieri pomeriggio, 28 giugno, la Commissione Affari costituzionali della Camera ha votato il mandato al relatore a riferire in Aula e sulla base di quanto deciso nell’ultima seduta dei capigruppo della Camera, il documento arriverà all’Assemblea di Montecitorio fra qualche ora con la discussione generale.

La maggioranza divisa sul voto

La maggioranza di governo si trova divisa sul voto: la Lega ha votato contro il testo con Fdi. Per Fi, Annagrazia Calabria ha votato contro e Renata Polverini a favore. Si parte quindi questo pomeriggio dalla discussione generale, il documento intende riconoscere a quasi un milione e mezzo di under 18 (nati in Italia o arrivati entro i 12 anni), la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato “almeno 5 anni di scuola”. Mentre il centrosinistra si trova compatto su questa scelta (a favore sono M5S e Pd, Leu e Italia Viva), il centrodestra avanza dubbi. “La cittadinanza non è un biglietto a premi e si decide a 18 anni” afferma Matteo Salvini mentre per Fdi si tratta di “uno Ius Soli mascherato”.

FdI: “Uno Ius soli mascherato”

Emanuele Prisco e Augusta Montaruli, deputati di Fdi, aggiungono che “nel testo unico Pd-M5S la manifestazione di volontà è dei genitori stranieri e non dei ragazzi, il minore non è neppure ascoltato o considerato ma diventa uno strumento per un lasciapassare alla cittadinanza facile. È uno Ius Soli neanche troppo mascherato e l’iniziativa ideologica sullo statuto del comune di Bologna ne è la conferma”. In questo caso si fa riferimento al consiglio comunale di Bologna, che ha modificato il suo Statuto introducendo il riconoscimento della cittadinanza onoraria per i minori stranieri.

Flash mob della Rete per la riforma della cittadinanza vicino Montecitorio

Intanto, alla vigilia del voto, è stato organizzato dalla Rete per la riforma della cittadinanza un flash mob in piazza Capranica, dove è stato celebrato un matrimonio tra l’Italia e oltre un milione di giovani ancora senza cittadinanza. Gli attivisti hanno pronunciato le promesse nuziali sotto un arco floreale, volte a rappresentare le speranze di cambiamento in caso di approvazione della Riforma, alla presenza di testimoni come la modella e attivista Bianca Balti, la designer Stella Jean e Alberto Guidetti (Bebo) de lo Stato Sociale.

“Italia, promettimi che 877 mila studenti riceveranno la cittadinanza, che mi considererai uguale ai miei compagni, che potrò andare a votare per la prima volta, che potrò indossare la maglia degli azzurri e non dovrò più stare in panchina”. Queste alcune delle promesse espresse dagli attivisti arrivati da tutta l’Italia. “Roma è pronta dire sì e a stare dalla parte giusta della storia. Abbiamo tanti bambini e cittadini che sono già romani e aspettano solo il riconoscimento legislativo. Nella Capitale sono più del 13% i minori residenti in attesa della cittadinanza. La norma deve essere approvata al più presto e come Comune ci impegniamo ad applicarla nel modo migliore possibile” afferma l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma, Barbara Funari, intervenuta alla manifestazione.

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