venerdì, 12 Agosto 2022

Lione, Lisa uccisa con la soda caustica: mercoledì i funerali. Giovedì la bimba avrebbe compiuto 1 anno

Quando al nido la bambina si mette a piangere, la dipendete che avrebbe dovuto occuparsene perde il controllo: prende una bottiglia di Destop, il liquido con soda caustica che serve per sturare i lavandini, glielo versa addosso e poi glielo fa bere. 

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Una tragedia immensa che lascia ancora attoniti quella che ha colpito Fabio Bertuletti e Sophie Clozel, genitori della piccola Lisa Bertuletti, 11 mesi, uccisa lo scorso 22 giugno da una dipendente dell’asilo nido, che la bambina frequentava regolarmente tutti i giorni. I suoi funerali si terranno mercoledì 29 giugno, a Lione. Lisa è nata in Francia dove il padre Fabio Bertuletti, 37 anni, ingegnere, viveva dal 2016. Nel novembre 2020 l’uomo, originario di Torre Boldone (Bergamo), si era sposato con la francese Sophie Clozel, manager specializzata nelle risorse umane. Giovedì la piccola avrebbe compiuto un anno.

I fatti

La mattina del 22 giugno Lisa viene lasciata presto all’asilo nido “People & Baby”, al numero 3 di place Danton, nel centro di Lione. È la prima ad arrivare, alle 7:30, e a occuparsene è Myriam, 27 anni, l’unica dipendente dell’asilo presente in quel momento. Pochi minuti prima delle otto, la tragedia. La bambina si mette a piangere, la 27enne che avrebbe dovuto occuparsene perde subito il controllo: prende una bottiglia di Destop, il liquido con soda caustica che serve per sturare i lavandini, glielo versa addosso e poi glielo fa bere. Quando altri genitori e le maestre arrivano all’asilo la bambina è incosciente e una volta portata in ospedale, i medici non riescono a salvarla. La dipendente dell’asilo nido, Myriam, viene portata nel carcere di Corbas. Qui, all’inizio tenta di giustificarsi parlando di un errore commesso, ma quasi subito durante l’interrogatorio ammette di non avere sopportato il pianto della bambina e di avere voluto farla tacere. Ora la 27enne è accusata di omicidio volontario su minore di 15 anni.

La linea della difesa

L’avvocato difensore Philippe Duplan afferma che difenderà la sua cliente “nel rispetto del dolore dei genitori”. Poi avanza una possibile linea di difesa che è anche un tentativo di spiegazione di quello che può essere successo. La 27enne viene descritta come “psicologicamente fragile, con difficoltà intellettuali”, ha appena ottenuto il CAP petit enfance, cioè il certificato di attitudine professionale che le consente di aiutare il personale educativo negli asili nido. “Ma forse, e questo dovrà stabilirlo l’inchiesta”, prosegue l’avvocato, “quel diploma non era sufficiente per affidare alla sola responsabilità della ragazza una bambina di neanche un anno”. Oltre alla confessione di Myriam, della quale i giudici valuteranno la capacità di intendere e di volere, c’è la questione dell’organizzazione dell’asilo. “People & Baby” è un marchio privato molto conosciuto in Francia e nel mondo, nato nel 2004 per rispondere alla mancanza di posti negli asili francesi. Circa 700 asili in Francia, ai quali talvolta fanno ricorso anche i municipi in sostituzione del servizio pubblico, e altri 150 in 12 Paesi tra i quali l’Italia.

Le polemiche su “People & Baby”

Non è la prima volta per “People & Baby” trovarsi al centro di forti polemiche. Nel novembre 2021, secondo un’inchiesta di LyonMag, una mamma ha presentato denuncia in commissariato contro un altro asilo della stessa catena a Lione per graffi e possibili percosse sulla propria figlia di quattro mesi, mentre a febbraio di quest’anno una ventina di dipendenti di un asilo “People & Baby” di Digione hanno scioperato per protestare contro le pessime condizioni — mancanza di riscaldamento, maltrattamenti — in cui venivano tenuti i circa 80 bambini della struttura.

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