sabato, 13 Agosto 2022

Allora Fest, Oliver Stone contro la guerra ma anche il MeToo: “Se fossi Presidente coopererei per la pace”

Il regista americano, tra i protagonisti della quarta giornata di Allora Fest si è schierato a favore della pace me contro il movimento MeToo.

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Dopo l’arrivo di Edward Norton, Marisa Tomei, Matt Dillon e Jeremy Irons, il Festival pugliese Allora Fest, nella giornata di ieri ha visto come protagonista Oliver Stone. Per l’occasione, il regista americano ha riproposto la visione il film W., incentrato sulla vita dell’ex Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, a cui poi è seguita una masterclass di approfondimento durante la quale Stone si è raccontato al pubblico. Diverse le tematiche affrontate, tra cui in primis la politica e quei Presidenti americani, che nel bene e nel male hanno sempre suscitato grande fascino come Nixon, Eisenhower, e infine Kennedy, che il regista newyorkese ha definito “l’ultimo grande Presidente americano, l’unico che parlava di pace”. Durante la conversazione Stone inoltre non ha nascosto la sua opinione riguardo l’attuale Governo americano a suo dire “trasparente, ma non così trasparente sulle questioni che contano”, rincarando la dose nel momento in cui ha dichiarato inoltre che la storia americana sta degenerando sempre di più” e che “gli americani si stanno facendo fregare”. Per questo il regista suggerisce al pubblico di informarsi sempre, di revisionare la storia, perché è solo così che ci si può difendere dalla disinformazione mainstream.

Nell’incontro c’è stato anche spazio per ripercorrere la carriera di Stone, da Platoon a Wall Street per poi passare a JFK e World Trade Center, i cui primi anni sono stati racchiusi nel libro autobiografico Chasing the Light, che potrebbe avere un seguito in quanto “il libro si ferma a quando ho compiuto 40 anni e ora voglio raccontare il resto della storia”.

Al termine della conversazione infine, dal pubblico è poi apparso il regista Abel Ferrara che ha chiesto a Stone cosa farebbe se fosse l’attuale Presidente degli Stati Uniti, domanda a cui il regista ha risposto “Coopererei con Russia e Cina per arrivare a un accordo e terminare la guerra in Ucraina”.

Dopo le parole proferite a difesa della pace, sembra però che, lontano dal pubblico, ai microfoni di La Repubblica, il regista abbia fatto dichiarazioni controverse sul caso Haggis: “So che è in corso un’indagine approfondita, nessuno vuole un caso alla Amanda Knox. La verità è che con l’era MeToo è aumentata la sensibilità sull’argomento, qualunque accusa su qualunque cosa. Ora è difficile per un uomo e una donna parlare in un ambiente intimo, privato, non sai mai cosa può seguirne. Meglio essere sempre in tre”.

Una grande occasione persa per Stone, per tacere.

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