domenica, 3 Luglio 2022

Atlete transgender, arriva il “no” anche dalla FIFA e dall’atletica

Dopo il nuoto anche la FIFA e l’atletica stanno valutando la possibilità di vietare alle atlete transgender di partecipare alle gare. Il presidente della World Athletics Coe proteggerà l'integrità dello sport femminile.

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Anche FIFA e federazione atletica danno i primi segnali negativi per quanto riguarda l’inclusione delle atlete transgender alle gare di livello internazionale e non.

Proprio Lord Sebastian Coe, presidente della World Athletics e ospite a Budapest dei Mondiali di nuoto, ha risposto alle domande della BBC in modo chiaro e diretto. Ha dichiarato che è sua responsabilità proteggere l’integrità dello sport femminile. Quest’ultimo, secondo la FINA (Federazione internazionale del nuoto), sarebbe danneggiato se a partecipare fossero anche atleti transgender che hanno già attraversato il periodo di pubertà maschile.

I motivi dell’esclusione risultano essere puramente scientifici in quanto i maschi durante la pubertà acquisiscono vantaggi strutturali, come ossa più lunghe, organi interni o arti di dimensione maggiore, che risulterebbero poco equi se messi a confronto con la struttura fisica femminile e la pubertà.

Coe ha fatto sapere che il Consiglio mondiale di atletica leggera riesaminerà le sue politiche sugli atleti transgender e DSD (differenze nello sviluppo del sesso) e si allineerà ai provvedimenti presi dalla FINA.

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