sabato, 2 Luglio 2022

Varese, “droga da bere” al posto di olio di cocco: sequestrati oltre 7 chili di cocaina 3 arresti – VIDEO

Grazie all'ausilio dei cani antidroga, i militari hanno permesso di disvelare un pericoloso sodalizio perpetrato da 3 soggetti circa l'introduzione di oltre 7 chili di droga nel nostro Paese. In manette un italiano proveniente dall'Uruguay, un ecuadoriano di spicco già ricercato e un terzo referente su Milano.

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Le Fiamme Gialle di Varese hanno eseguito due arresti, nonché hanno sequestrato 7 chili di cocaina liquida a conclusione di un’indagine che ha permesso di interrompere un traffico internazionale di stupefacenti proveniente dal Sud America verso l’Europa. La Guardia di Finanza di Malpensa ha avviato l’operazione antidroga con l’arresto di un passeggero di nazionalità italiana proveniente da Montevideo (Uruguay), reo di aver introdotto nel territorio nazionale oltre 7 chili di cocaina liquida, occultata all’interno di contenitori di bevande alimentari con l’etichetta di olio di cocco e sciroppo di agave.

Le successive indagini, svolte sotto la costante direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio, hanno svelato l’esistenza di un pericoloso sodalizio criminoso responsabile dell’attività delittuosa dove tra i soggetti implicati, emerge anche un ecuadoregno di spicco, già ricercato in ambito europeo. Le indagini di polizia economico-finanziaria, supportate dall’analisi dei trasferimenti di denaro, studio dei tabulati telefonici con l’informatica operativa, osservazioni, pedinamenti, accertamenti tecnici, nonché dall’utilizzo dei cani antidroga, hanno permesso di disvelare le comunicazioni che avvenivano per il tramite di applicazioni criptate e di eseguire un’ulteriore misura di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Busto Arsizio su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio, nei confronti di un terzo soggetto ecuadoriano dimorante nel comune di Milano.

Quest’ultimo è stato appurato essere coinvolto nel tentativo di organizzare un’importazione di sostanza stupefacente fungendo da “referente“, ovvero da persona di riferimento in territorio nazionale per l’organizzazione. Per i narcotrafficanti, trasformare la polvere bianca in cocaina liquida è un processo semplice, perché questa droga è altamente solubile e può essere miscelata con altri composti. In forma liquida, è possibile nasconderla in vari prodotti, come bottiglie di liquore o vino. Le proprietà radiologiche della cocaina liquida sono diverse da quelle della polvere ingerita dai “corrieri ovulatori”: diventa più difficile da rilevare e quando la cocaina liquida raggiunge la sua destinazione finale, il composto può tornare al suo stato originale filtrandolo per recuperare circa il 90% del prodotto.

Tale operazione di costante attività di controllo economico-finanziario del territorio effettuato dalla Guardia di finanza, volta al contrasto di ogni forma di traffici illeciti, tra i quali rientra quello internazionale di droga, con una proiezione degli interventi operativi anche oltre il sedime aeroportuale, ha consentito di disarticolare un sodalizio di criminali organizzati per introdurre nel territorio dello Stato ingenti quantitativi di stupefacenti
destinati ad assicurare l’approvvigionamento di droga ai pusher che poi, ricavandone almeno 7.000 dosi, l’avrebbero distribuita nelle piazze o nei boschi dello spaccio.

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