sabato, 2 Luglio 2022

Picchiate per aver preso la pillola o senza motivo: la violenza sulle donne non dà tregua

Altri episodi di violenza sulle donne. Una ragazza marocchina è stata picchiata per aver preso la pillola. A Perugia un uomo ha pestato per mesi la propria compagna.

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La violenza sulle donne in Italia aggiorna al 15 giugno altre vittime. A Crevalcore, provincia di Bologna, una donna di nazionalità marocchina è stata vittima di violenze e minacce da parte del marito, connazionale di 36 anni. Stando alle indagini dei Carabinieri, la 23enne sarebbe stata picchiata per avere deciso di prendere la pillola anticoncezionale. Ieri sera l’ennesimo episodio di violenza, che ha spinto la giovane a chiamare il 112. Una volta raggiunta l’abitazione della famiglia, i militari della stazione di Crevalcore hanno trovato la donna – con in braccio il figlio di 3 anni – in lacrime.

La denuncia della vittima

Ai Carabinieri la giovane donna ha riferito di essere stata picchiata dal marito perché si era rifiutata di avere un rapporto sessuale. Oltre a questo, ha raccontato anche di essere stata aggredita per avere deciso di prendere la pillola anticoncezionale. A terra, i carabinieri, hanno notato stoviglie e piatti rotti, segni della lite avvenuta. La 23enne è stata soccorsa dal 118 e accompagnata all’ospedale: 10 giorni di prognosi. Mentre il 36enne è stato arrestato per maltrattamenti contro familiari e conviventi.

Aggressione reiterata

A Perugia invece un uomo di 40 anni è accusato di avere ripetutamente picchiato la compagna. Adesso si trova agli arresti domiciliari, grazie ad una misura cautelare disposta dal gip di Spoleto. L’aggressore è già noto alla Polizia per fatti analoghi ai danni di altre donne. La compagna solo dopo l’ultima aggressione si è decisa a chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine. Circa 10 giorni fa, l’indagato l’aveva brutalmente picchiata all’interno della propria auto, costringendola a fuggire e a rifugiarsi da una vicina. Dagli accertamenti è emerso- sempre in base a quanto viene riferito – come l’uso della violenza fisica nei confronti della donna era ormai divenuto abituale. Secondo la Polizia, per mesi la compagna dell’indagato ha dovuto subire i suoi frequenti scatti d’ira e le improvvise aggressioni, senza denunciarlo per il timore di subire altrimenti ancor più gravi conseguenze.

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