martedì, 5 Luglio 2022

Un “plof” chiamato referendum

Il mancato raggiungimento del quorum se lo aspettavano tutti, ma perché è andata così? Più che di causa è meglio parlare di colpe, spalmate e condivise senza distinzione di schieramenti. In mezzo ai quali i cittadini si sono divisi tra mare o eventi.

Da non perdere

Alla fine tutto è andato come ampiamente previsto. Il referendum sulla Giustizia, articolato in 5 quesiti di cui quasi nessuno ci ha capito granché, è stato un totale fallimento. Un flop bello e buono, che però non è né bello né buono. Sulla consultazione popolare è calato un imbarazzante silenzio nel percorso di avvicinamento perfino da parte dei promotori, troppo distratti, o troppo impegnati in altre faccende affaccendati. Neppure la concomitanza con le amministrative ha risollevato le sorti su un referendum nato già spacciato, morto in culla potremmo dire.

Quel 20,9% di affluenza la dice lunghissima, anzi dice proprio tutto su cosa sia successo. Giusto per fare un esempio pratico, ieri a Bari c’era più coda per entrare all’ultimo giorno di mostra su Banksy, una decina di persone quando siamo andati noi, che al seggio, con una sostanziale differenza: alla mostra praticamente tutti indossavano la mascherina anti-covid, nelle sezioni elettorali nessuno, quei pochi presenti si intende. Certo la grande affluenza alla mostra fa piacere, considerato anche l’elevato numero di turisti percepiti grazie alla varietà di lingue ascoltate, ma se da un lato la cultura tira, dall’altro la Giustizia non fa altrettanto. Non è attrattiva, diciamo.

Tutta colpa dei quesiti? Anche, forse, in parte sicuramente; colpa del complotto vaneggiato da Calderoli? Mah, di certo il referendum non ha occupato la scena mediatica, al contrario della politica e dei politici, che non sono affatto scomparsi dai mezzi d’informazione e comunicazione. Anzi. Il dibattito politico è stato molto acceso, tutto imperniato su Salvini e i suoi rapporti con la Russia; se se ne fosse parlato solo la metà, lasciando il resto alla consultazione referendaria, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Forse, perché se si guarda indietro, alla storia della Repubblica, si scopre che negli ultimi anni solo una volta si è raggiunto il quorum, nel 2011, in occasione dei quesiti sull’acqua pubblica e sulla produzione di energia nucleare. Altri temi, alti temi certo, ma non così alti come la Giustizia. Eppure sappiamo tutti com’è andata. Al mare. Plof.

Ultime notizie