lunedì, 4 Luglio 2022

Suicidio assistito, oggi Fabio Ridolfi comincia la sedazione profonda. Il fratello: “Per lui sarà una liberazione”

Fabio, riuscendo a comunicare mediante un puntatore oculare, ha scelto la via della sedazione, motivo per cui sarà trasferito all'hospice di Fossombrone. Il fratello Andrea: "Non siate tristi, per lui sarà una liberazione. Fabio avrà quello che voleva".

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Inchiodato in un letto da poco più di 18 anni per via di una tetraparesi, una vera e propria paralisi che coinvolge contemporaneamente la muscolatura volontaria di tutti e quattro gli arti. È la triste storia di Fabio Ridolfi, il 46enne residente a Fermignano, in provincia di Pesaro-Urbino, che aveva ottenuto il consenso da parte del Comitato Etico Regione Marche circa il suicidio medicalmente assistito, prima di essere fermato per la mancata indicazione del farmaco. Al momento Fabio, riuscendo a comunicare mediante un puntatore oculare, ha scelto la via della sedazione, motivo per cui sarà trasferito all’hospice di Fossombrone.

Vogliamo salutarlo e fargli capire che tutta Fermignano è con lui e con la sua famiglia“. Così il Sindaco, Emanuele Feduzi, in occasione della veglia organizzata per Fabio nella giornata di ieri, 12 giugno, in tutto il paese. Non è tardato ad arrivare anche il commento toccante del fratello Andrea che ha ribadito: “Non siate tristi, per lui sarà una liberazione. Fabio avrà quello che voleva“. Solidarietà e commozione anche da parte del gruppo heavy metal di cui Fabio faceva parte da ragazzo. In occasione della veglia, il gruppo ha suonato un brano dei Metallica. Presenti, anche, la Pro loco, le associazioni locali, i tifosi della Fermignanese e Matteo Mainardi, in rappresentanza dell’Associazione Luca Coscioni e responsabile della campagna per l’Eutanasia legale.

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