sabato, 2 Luglio 2022

Scuola, aggiornamento graduatorie e rinnovo contratto. Anief: “Ai docenti almeno gli arretrati”

In attesa della pubblicazione delle graduatorie GPS, sul tavolo della scuola ci sono nuove proposte sul "rinnovo contrattuale degli insegnanti" con possibili aumenti stipendiali e sulla necessità di far avere ai lavoratori almeno gli arretrati che ammontano a quasi 3mila euro.

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Sono trascorsi solo dieci giorni dalla chiusura degli aggiornamenti e dei nuovi inserimenti in GPS, graduatorie provinciali supplenze, che già tutti gli aspiranti docenti “fremono” dalla voglia di scoprire la loro nuova posizione in classifica. Dovranno però attendere almeno i primi di luglio per visionare tutte le news inerenti alla scuola sui siti USR, uffici scolastici regionali. Saranno tante le novità che da settembre verranno messe in pratica dopo che, in questi mesi di pausa estiva, saranno discusse e approvate. Il mondo della scuola deve essere rinnovato, deve conoscere nuovi sviluppi, non dimenticandosi mai del suo spirito “tradizionalista” che l’ha sempre contraddistinto.

Così come gli alunni, anche il corpo docente deve aspirare e ricevere il meglio, sottoscrivendo e facendo rispettare ogni anno i propri doveri, diritti e giuste retribuzioni. D’altronde, così dovrebbe essere in tutti i lavori. Questa la premessa di quanto discusso in particolar modo nelle ultime settimane in materia di “rinnovo del contratto della scuola degli insegnanti”. Una bozza e tante richieste avanzate dai sindacati della scuola nei confronti del MIUR. Il 7 giugno scorso c’è stato un incontro tra questi ultimi e l’ARAN, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni per la trattativa sul rinnovo contrattuale. Un apparente “buco nell’acqua” per la sua stesura che è stata rimandata, si spera, a un nuovo incontro fissato a metà giugno.

Entrando nel dettaglio, la prima novità che balza agli occhi di molti riguarda gli aumenti stipendiali del personale scolastico. Una possibile decisione per la quale già echeggia una sottile polemica tra chi è convinto che il docente guadagni bene e abbia tre mesi di riposo comunque retribuito e chi, invece, non riconosce il giusto compenso al lavoro svolto quotidianamente. Dati alla mano della recente pubblicazione Istat si evince che l’Italia sarebbe l’unico Paese in cui i salari hanno avuto una diminuzione del 2,9% di crescita, a fronte della Lituania (+276,30%) o della Spagna (+6,20%). Se a questo aggiungiamo la richiesta dei sindacati a far avere il prima possibile i soldi già stanziati per il triennio 2019/2022, abbiamo un quadro quasi completo della situazione che da qualche anno, ormai, “abbraccia” in maniera preoccupante il mondo della scuola. La Cisl Scuola e il sindacato Anief auspicano di chiudere quanto prima almeno il contratto “ponte” per il periodo 2019/2021 in modo tale da far avere ai lavoratori gli arretrati: assicurare almeno i 3mila euro e i 107 euro di aumenti lordi subito. Per l’inizio del prossimo anno scolastico, invece, bisognerà reperire nuove risorse legate all’inflazione registrata di oltre il 7%.

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