martedì, 5 Luglio 2022

Fondamentalismo islamico, 14 arresti: in manette anche collegati agli assalitori di Charlie Hebdo

La cellula aveva legami il "Gruppo Gabar", a sua volta legato a Zaheer Hassan Mahmoud, che nel settembre del 2020 attaccò la ex sede del giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi.

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Sgominata una cellula terroristica composta da cittadini pakistani che operava tra Italia, Francia e Spagna. Attualmente sono 6 le persone arrestate nel nostro Paese: due a Genova, una a Firenze, una in provincia di Reggio Emilia, una a Bari, una a Treviso. A questi si aggiunge un altro arresto in Spagna. L’accusa è di associazione con finalità di terrorismo internazionale. La cellula aveva legami il “Gruppo Gabar“, a sua volta legato a Zaheer Hassan Mahmoud, che nel settembre del 2020 attaccò la ex sede del giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi. L’operazione è stata condotta della Direzione distrettuale antiterrorismo, insieme alla Digos e al servizio per il contrasto all’estremismo della polizia.

Il tribunale di Genova ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 14 persone, quasi tutte di nazionalità pakistana, che secondo l’accusa stavano progettando attentati. Alcuni degli arrestati dalla Dda di Genova si erano fotografati sotto la Torre Eiffel insieme all’attentatore di Parigi pochi mesi prima dell’attacco alla ex sede di Charlie Hebdo. La foto era stata pubblicata sui social con la didascalia «abbiate un po’ di pazienza…ci vediamo sui campi di battaglia» .

Il 25 settembre del 2020 Zaheer Hassan Mahmoud, nato in Pakistan e all’epoca 25enne, ferì con una mannaia due giornalisti davanti all’edificio che aveva ospitato Charlie Hebdo fino all’attentato del gennaio 2015. I giornalisti feriti erano in realtà due dipendenti di un’agenzia stampa che non aveva nulla a che fare con il giornale satirico. Dopo essere stato fermato aveva raccontato agli investigatori che intendeva punire Charlie Hebdo per aver ripubblicato le caricature di Maometto, ma non sapeva dello spostamento della redazione in un luogo segreto e protetto.

«Si tratta di una delle operazioni contro il radicalismo islamico tra le più importanti in Italia. Ha una dimensione europea». ha sottolineato Diego Parente, capo della Direzione centrale polizia di prevenzione. L’indagine è stata coordinata dalla Dda di Genova con il coinvolgimento degli uffici antiterrorismo di Spagna e Francia coordinati dall’European counter terrorismo centre di Europol.

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