lunedì, 4 Luglio 2022

Suicidio Assistito, Fabio Ridolfi sceglie la sedazione profonda. Avvocato Gallo: ” Diritto negato dall’ostruzionismo dello Stato”

Visto il silenzio sulle modalità di somministrazione del farmaco per il suicidio assistito, Fabio Ridolfi ha scelto la sedazione profonda e continua con sospensione del sostegno vitale come metodo per porre fine alle sue sofferenze causate dalla tetraparesi

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La storia di Fabio Ridolfi, il 46enne di Fermignano vittima di tetraparesi da 18 anni, si avvia verso la conclusione con la scelta di una sedazione profonda e continua, anche se non è la fine che aveva scelto inizialmente. La decisione è stata presa da lui personalmente attraverso l’utilizzo di un puntatore oculare in un video in cui spiega anche il perché: “Da due mesi la mia sofferenza è stata riconosciuta come insopportabile. Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire. Ma lo Stato mi ignora. A questo punto scelgo la sedazione profonda e continua anche se prolunga lo strazio per chi mi vuole bene”.

L’Associazione Coscioni ha spiegato più nel dettaglio che la decisione è arrivata a causa del mancato parere e delle mancate indicazioni sull’utilizzo del farmaco per la morte assistita da parte del Servizio Sanitario Regionale delle Marche, che ha inoltre comunicato con ritardo il parere del comitato etico che aveva dato il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria. Per questo motivo lo scorso 27 maggio Fabio aveva diffidato l’Arsur Marche che non ha mai risposto.

“Fabio aveva un diritto, quello di poter scegliere l’aiuto medico alla morte volontaria, legalmente esercitabile sulla base della sentenza 242 della Corte Costituzionale. Un diritto che gli è stato negato a causa dei continui ritardi e dell’ostruzionismo di uno Stato che, pur affermando che ha tutti i requisiti previsti dal giudicato costituzionale e riconoscendo che le sue sofferenze sono insopportabili, gli impedisce di dire basta” Hanno dichiarato l’avvocato Filomena Gallo, legale di Fabio Ridolfi e Segretario dell’associazione Coscioni, e Marco Cappato tesoriere dell’associazione.

I due rappresentati aggiungono poi che lo Stato sta ignorando Fabio e lo sta costringendo a una continua sofferenza non garantendogli la sua scelta, ed è per questo motivo che ha scelto la sedazione profonda con anche la sospensione del sostegno vitale. “Sono più di due mesi che si sta aspettando una risposta che l’Asur continua ad ignorare, che ha nascosto per 40 giorni il parere favorevole e la presenza dei requisiti legali per il suicidio assistito” fanno sapere Gallo e Cappato, che non risparmiano ulteriori critiche verso la politica nazionale affermando che in Senato è stato insabbiato il testo sul suicidio assistito dopo che la Corte Costituzionale ha impedito il referendum.

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