venerdì, 1 Luglio 2022

“Il sindaco pescatore”, standing ovation per Ettore Bassi al Francigena Live Festival

Ettore Bassi tecnicamente impeccabile al Francigena Live Festival nello spettacolo "Il sindaco pescatore", tratto dall'omonimo romanzo biografico di Dario Vassallo. Con lui sul palco i ragazzi delle scuole locali, incontrati poco prima della performance, come d'uso a ogni replica.

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Una performance da standing ovation quella di Ettore Bassi, che è stato protagonista ieri sera dello spettacolo “Il sindaco pescatore“, tratto dal libro di Dario Vassallo, al Teatro Francigena di Capranica in provincia di Viterbo, dopo l’appuntamento con Valentina Cervi e Iaia Forte.

La storia narrata è molto forte, coinvolgente, piena di morale e, soprattutto, biografica. È il racconto di Angelo Vassallo, primo cittadino di una piccola cittadina della Campania, che nasce pescatore e diventa sindaco per migliorare le condizioni del suo paese e della popolazione, portando avanti una linea di umiltà e rigore, lavorando e sporcandosi le mani in prima persona. Si tratta di uno spettacolo molto particolare, incentrato sull’ultimo minuto della vita del protagonista in cui ripercorre i momenti salienti della sua esistenza in un racconto rivolto al suo assassino.

“Sono stato aiutato tanto dalla forza di questa storia e dalla bravura con cui Dario, il fratello di Angelo, ha trascritto in questo libro tutto quello che ha ritenuto di dover raccontare del fratello. L’efficacia, la professionalità e anche il talento di Edoardo Erba, che ha tramutato quel libro in un monologo; il lavoro mio e del regista, Ernico Lamanna, di riamalgama del testo e dei passaggi, e forse Angelo che, in qualche modo, ci ha dato una mano”, racconta con una nota di emozione Ettore Bassi dietro le quinte.

“La mia preoccupazione non è mai stata di entrare nei panni di Angelo, ma è stata quella di essere fedele il più possibile a ciò che lui ha voluto essere per il suo popolo, per la sua gente, per l’Italia e per tutti noi; cercare di rendere onore al suo messaggio, incarnare con la maggior forza possibile il valore di Angelo. Non era importante per me focalizzarmi sull’imitazione o su un’adesione perfetta alla persona fisica, nel modo di parlare, o di esprimersi o di muoversi, quello era un fatto secondario. Il fatto principale era di rendergli onore, come se fosse lui a dirlo. Mi ritengo soddisfatto quando sento il pubblico come risponde e mi sembra che risponda in modo emotivamente trasportato e quindi forte, per cui quando vedo il pubblico che assorbe la storia e la restituisce con emozione allora sì, mi ritengo soddisfatto”.

La platea ha reagito in maniera decisamente positiva alla performance dell’attore, che ha mostrato le sue ottime doti, utilizzando le giuste pause, le giuste espressioni visive, i giusti toni e una dizione quasi perfetta per tutto lo spettacolo. Una recitazione tecnicamente impeccabile, ma che tuttavia peccava di una cosa fondamentale: l’emotività. Ettore Bassi è stato in grado di portare sul palco la vita di questo personaggio nel migliore dei modi, ma probabilmente il fatto di non essere entrato nei panni di Angelo non gli ha permesso di essere lui stesso trasportato dalle emozioni che il protagonista ha potuto provare negli ultimi istanti della sua esistenza, e quindi di non trasmetterle pienamente al pubblico.

Quando si suol dire “in un momento mi è passata tutta la vita davanti“… Be’, il senso dello spettacolo è proprio questo: l’intera vita di un uomo rivista e rivissuta nell’ultimo minuto prima di essere ucciso. Una storia così forte che sarebbe impossibile non entrarci in empatia, sebbene si sia percepito il distacco emotivo dell’attore. Molto particolare, invece, e piuttosto fuori dagli schemi, è stata la scelta di 12 alunni delle scuole superiori locali per aiutare Ettore nella sua performance. “In ogni luogo, noi richiediamo un gruppo di ragazzi dalla scuola, senza che abbiano avuto esperienza specifica nel teatro, e senza dire il perché, per non creare ansie o aspettative. Di solito gli attori in tournée arrivano all’ultimo momento per mantenere più energie possibili, ma io arrivo intorno alle 16:30 per incontrare questi ragazzi mai visti prima e che non mi hanno mai visto. Facciamo due chiacchiere, poi li porto sul palco, proviamo, fino ad arrivare allo spettacolo. Questo non è fare le comparse: entrare in battuta, dire le cose con il tempo giusto, col ritmo giusto, con la parola giusta, col tono giusto; ascoltare gli altri, stare attenti a quello che succede sul palco e nel frattempo coordinarsi e armonizzarsi con quello che accade… questo è fare gli attori!”

Splendido il messaggio che il protagonista ha voluto donare agli studenti che hanno collaborato con lui per la riuscita di questo monologo, ma anche a tutti coloro che tra il pubblico li guardavano con meraviglia. Ettore si è rivelato molto umile e disponibile e, dopo lo spettacolo, ha dedicato il suo tempo alle persone che in sala l’hanno applaudito con trasporto.

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