venerdì, 1 Luglio 2022

Vaiolo delle scimmie, report Ecdc: 321 casi confermati in Europa. OMS: “Ne troveremo altri”

I casi confermati di Vaiolo delle scimmie sono attualmente più di 500 in tutto il mondo, con il Regno Unito e l'Italia tra i paesi più colpiti, stando all'ultimo report dell'Ecdc, ma l'OMS lancia un avvertimento su un possibile aumento delle segnalazioni nel prossimo periodo.

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“Più di 550 casi confermati di vaiolo delle scimmie sono stati segnalati all’Organizzazione mondiale della sanità da 30 Paesi che non sono endemici per il Monkeypox virus” Queste le parole del direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus. I casi di vaiolo delle scimmie stanno aumentando giorno dopo giorno e al 31 maggio ne risultano 557 attualmente confermati in tutto il mondo, ma secondo le ultime dichiarazioni dell’OMS “ne troveremo altri”. In questi oltre 500 casi, circa 321 sono localizzati all’interno dell’Europa di cui 17 casi sono segnalati in Italia, poi la Spagna che ne ha confermati 120 ed il Portogallo che ne conta 96, stando all’ultimo report dell’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Rivolgendo lo sguardo al di fuori dell’Ue, è nel Regno Unito che i casi stanno aumentando con un totale di 179 segnalazioni.

Oltre all’Inghilterra, i casi extra Ue sono in totale 236: ne risultano 26 in Canada, 15 negli USA, e i rimanenti sono distribuiti fra Argentina, Australia, Israele, Messico, Svizzera, Thailandia e Emirati Arabi Uniti. Molti paesi riconducono i contagi a eventi che si sono svolti in Belgio e in Spagna, specialmente alle Canarie e a Madrid. Altri invece segnalano le infezioni da vaiolo delle scimmie sono riconducibili a contatti con animali o infetti.

Nell’aggiornamento pubblicato, l’Ecdc spiega che il vaiolo delle scimmie è l’infezione da orthopoxvirus attualmente più diffusa dopo l’eliminazione totale del Vaiolo e la sua successiva vaccinazione. L’ente ha tenuto a precisare che, nonostante le tante segnalazioni confermate, non ci sono morti registrate causate dal “nuovo” virus, in quanto la maggior parte dei casi presentano solamente lesioni ai genitali o nell’area pregenitale come indizio di trasmissione attraverso rapporti intimi.

Nella nota si legge anche di come l’ente stia monitorando l’avanzamento della situazione attraverso una attività di controllo e che si sono svolti incontri con l’Europa e l‘OMS per condividere le informazioni sul virus e organizzare una risposta efficace. A questo scopo è stato creato una nuova sezione in EpiPulse, il portale europeo di sorveglianza per le malattie infettive, per consentire la condivisione di informazioni tra i paesi colpiti.

Dopo il report pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, anche l‘OMS ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito attraverso il suo direttore generale: “La situazione si sta evolvendo e prevediamo che continueranno a essere trovati più casi.” Secondo Tedros l’improvvisa comparsa del virus è sintomo di una continua trasmissione non monitorata nel tempo, e visto che chiunque può essere infettato dal Monkeypox virus se entra in contatto con un infetto, spetta ai paesi più colpiti effettuare una ricerca accurata all’interno delle proprie comunità per evitare un peggioramento. Per l’OMS, attualmente, le priorità sono fornire informazioni più accurate per i soggetti più a rischio e prevenirne un ulteriore diffusione oltre a proteggere gli infermieri ed i medici che sono in prima linea.

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