martedì, 5 Luglio 2022

Tutti in gita, lui in classe: alunno disabile resta a terra perché il bus non è attrezzato

È successo in una scuola elementare di Firenze. Per il padre del bambino si tratta di una vera e propria discriminazione e non sarebbe un caso isolato.

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La scuola non è riuscita a trovare un mezzo che avesse una pedana automatizzata per poter consentire al piccolo di salirvi con la sua carrozzina. Così, a un bimbo di 9 anni affetto da displasia fibrosa poliostotica è stata negata la gita con i suoi compagni di classe. L’episodio è avvenuto in una scuola elementare di Firenze ed è stato reso noto dal padre del bambino a Il Corriere Fiorentino, La Nazione e Il Tirreno. Il piccolo Cosimo è rimasto in aula, con l’insegnante di sostegno, mentre gli altri bambini partivano verso l’Istituto alberghiero, per un progetto sullo stare bene a tavola e i comportamenti da tenere. Il padre ha parlato di una vera e propria discriminazione: «Ho visto la sua classe prendere l’autobus di linea alla fermata, e mio figlio era stato lasciato in aula. Tutti i mezzi di trasporto pubblico hanno la pedana per le carrozzine». Secondo quanto riportato, la gita si sarebbe dovuta tenere nella giornata di lunedì scorso, per poi essere posticipata al 31 maggio a causa dello sciopero nazionale. «Venerdì scorso – ha raccontato il padre di Cosimo – la maestra ha detto a mia moglie che avremmo dovuto portare noi famiglia il bambino direttamente alla struttura, perché la scuola non aveva trovato il pulmino adibito anche alla carrozzina».

Il dirigente dell’istituto comprensivo ha spiegato che il disagio sarebbe sorto proprio a causa del rinvio della gita: «Per questa uscita, progettata per più classi, era stato prenotato un mezzo pubblico per la giornata di lunedì, e Autolinee Toscane ci aveva garantito un pullman con pedana. Ma lo sciopero generale della scuola previsto proprio per lunedì ci ha costretti a posticipare la data dell’uscita e, a quel punto, Autolinee Toscane ci ha comunicato che non sarebbe riuscita a garantire un mezzo con pedana per disabili. Per questo, venerdì scorso, abbiamo subito contattato la madre dello studente, spiegandole che, nostro malgrado, era sorta questa complicazione. Lei ci ha tranquillizzati, dicendo di essere disponibile ad accompagnare il figlio in gita. Ma poi non è stato così».

Secondo il padre del piccolo, invece, non si tratterebbe di un caso isolato: «Già in passato ho accompagnato mio figlio in gita, sempre per lo stesso problema: la mancanza di un mezzo con pedana per disabile che gli consentisse di salire a bordo con la sua sedia a rotelle». E ancora: «A dicembre l’ascensore è rimasto non funzionante per una quindicina di giorni. Ho contattato più volte il Comune di Firenze, senza risultato. E per risolvere il guasto chiamai io stesso la ditta manutentrice, a Napoli, chiedendo di intervenire e scoprendo che, in ogni caso, ci sarebbero voluti giorni prima che l’ascensore tornasse a funzionare. E vogliamo parlare di quella volta in cui il bagno riservato agli studenti con disabilità fu trasformato in una sorta di magazzino? E le difficoltà per raggiungere l’orto didattico per via di una pedana non a norma?». L’uomo starebbe ora valutando se intraprendere vie legali «non solo per mio figlio, ma per ogni studente con disabilità. L’insegnamento che la scuola deve dare è di inclusione e non di esclusione».

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