sabato, 2 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Kiev rimuove commissaria per i diritti umani. Donetsk vuole processare Zelensky

L'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk vuole processare, con l'accusa di crimini di guerra, il presidente ucraino Zelensky e il predecessore Poroshenko. Il Parlamento ucraino ha rimosso la commissaria per i diritti umani Lyudmila Denisova, concentrata solo su crimini di natura sessuale con scarsi risultati nella creazione di corridoi umanitari.

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Le autorità dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk intendono istituire un tribunale internazionale per processare, con l’accusa di crimini di guerra, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo predecessore Pedro Poroshenko. E si aspettano che l’Unione Europea e gli Stati Uniti mandino alcuni loro rappresentanti per prendervi parte. A riportare la notizia è stata l’agenzia di stampa russa Tass. “Ci auguriamo che prevalga l’impegno per il giusto processo e per le convenzioni internazionali. E che ogni Paese, compresi l’Europa e gli Stati Uniti, mandi i propri rappresentanti al tribunale internazionale”. A parlare è Yelena Shishkina, parlamentare della Repubblica popolare di Donetsk. “Alcuni Stati hanno già risposto al nostro invito. Altri non lo faranno mai, perché di fatto stanno finanziando quelle stesse azioni criminali”, conclude.

Il Parlamento ucraino ha rimosso la commissaria per i diritti umani

Il Parlamento ucraino, intanto, ha sfiduciato e rimosso dal suo incarico la commissaria per i diritti umani Lyudmila Denisova. Il motivo sarebbe dovuto al fatto che la commissaria avrebbe concentrato il proprio lavoro esclusivamente su crimini di natura sessuale, che non possono essere confermati con delle prove, danneggiando l’Ucraina e distraendo i media di tutto il mondo dai reali bisogni della Nazione. I parlamentari, inoltre, hanno lamentato gli scarsi risultati ottenuti dalla Denisova nella creazione di corridoi umanitari e nello scambio di prigionieri. Così come il fatto che abbia trascorso gran parte del suo tempo nell’Europa occidentale durante l’invasione russa, e non dove il suo status e i suoi poteri avrebbero potuto aiutare i prigionieri.

Gaidai: “I russi controllano il 70% di Severodonetsk”

“Le truppe russe controllano il 70% di Severodonetsk. I soldati ucraini si sono ritirati verso posizioni maggiormente protette, mentre una parte di loro continua a combattere all’interno della città”. A riferirlo è il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk, Sergej Gaidai, citato dal Guardian. Severodonetsk rappresenta un punto estremamente strategico per l’attacco russo nella conquista del Donbass. Gaidai ha aggiunto che tutti gli insediamenti liberi della regione del Lugansk sono costantemente sotto tiro e che, dunque, l’evacuazione è sospesa. “Non si usi il grano come arma di guerra”, ha detto, invece, il Papa. “Rivolgo un accorato appello affinché si faccia ogni sforzo per risolvere tale questione e per garantire il diritto umano universale al nutrimento”.

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