sabato, 2 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, 2 russi condannati a 11 anni. Nuova fortificazione per Kiev. Estonia: “Obiettivo respingere la Russia”

Un tribunale ucraino ha giudicato colpevoli 2 soldati russi per “violazione delle leggi e dei costumi di guerra”. Kiev costruisce una nuova fortificazione. I separatisti filorussi vogliono annettere, per la costruzione della propria flotta commerciale, le navi civili nel porto di Mariupol. Il Consiglio norvegese per i rifugiati: “Ci sono 12mila civili intrappolati a Severodonetsk“.

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Condannati a 11 anni di carcere in Ucraina 2 soldati russi giudicati colpevoli di “violazione delle leggi e dei costumi di guerra”. Da Kiev il Primo Viceministro dell’Interno, Yevhen Yenin, si è detto preoccupato perché la minaccia della conquista della capitale non è svanita, nonostante il primo fallimento nella fase iniziale del conflitto “meglio essere sempre preparati all’aggressione, anche se ora è relativamente pacifica la situazione e non ci sono rischi e minacce”, ha aggiunto. La città di Kiev sta correndo ai ripari con la costruzione di una nuova fortificazione in caso di attacco russo. “La prima linea di difesa della capitale ucraina è disposta a grande distanza dalla città”, ha scritto la Pravda ucraina citando fonti dell’amministrazione militare di Kiev. I separatisti filorussi hanno annunciato che “le navi civili di Mariupol ora sono la nostra flotta“. Si fa sentire l’Estonia: “L’obiettivo non è la pace ma respingere la Russia”. Sono stati diffusi i dati dell’Onu riguardo alle vittime dall’inizio del conflitto: 4mila civili morti e 4.800 feriti. Invece, il Consiglio norvegese per i rifugiati ha fatto sapere che “a Severodonetsk ci sono 12mila civili intrappolati”.

Due soldati russi condannati a 11 anni di carcere in Ucraina

Aleksander Bobykin e Aleksander Ivanov, soldati russi, sono stati giudicati colpevoli dal tribunale ucraino per “violazione delle leggi e dei costumi di guerra”. Dovranno scontare 11 anni e mezzo di carcere in Ucraina per aver colpito con 2 missili multipli due villaggi della regione di Kharkiv, nel nord-est del Paese. Il processo è iniziato a metà maggio nei pressi della città di Poltava. Secondo l’agenzia Interfax-Ucraina, i due imputati “hanno confessato totalmente la propria colpa e si sono detti pentiti”.

Separatisti filorussi: “Le navi civili di Mariupol ora sono la nostra flotta”

Il capo dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr), Denis Pushilin, riportato dall’agenzia russa Interfax, ha annunciato che “alcune delle navi, che si trovavano nel porto di Mariupol quando è iniziata l’operazione speciale, saranno trasferite nella giurisdizione della Dpr. Le decisioni sono già state prese. Queste navi saranno rinominate”, così facendo la Repubblica popolare del Donestk “sarà in grado di formare una propria flotta commerciale”.

Estonia: “Obiettivo non è la pace ma respingere la Russia”

La prima ministra dell’Estonia, Kaja Kallas, al suo arrivo al vertice Ue dove si è discusso e approvato l’embargo del petrolio, ha dichiarato che “la pace” in Ucraina “non può essere l’obiettivo finale” perché “anche se si arriva alla pace le atrocità in quei territori continueranno”; quindi “se vogliamo mettere fine alle sofferenze, dobbiamo respingere l’aggressore ai suoi confini”.

Onu: “Oltre 4mila vittime civili e 4.800 feriti”

Oggi sono stati diffusi a Ginevra dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani i numeri delle vittime e dei feriti coinvolti dall’inizio del conflitto: 4.074 morti e 4.826 feriti. È un bilancio agghiacciante e molto puntuale: fra i morti, 1.540 uomini, 1.014 donne, 93 ragazze e 100 ragazzi, oltre a 69 bambini e 1.258 adulti il cui sesso è ancora sconosciuto. Fra i feriti, secondo le stime delle Nazioni Unite, ci sono 971 uomini, 653 donne, 112 ragazze e 137 ragazzi, oltre a 166 bambini e 2.787 adulti il cui sesso è ancora sconosciuto.

Consiglio norvegese per i rifugiati: “Intrappolati 12mila civili a Severodonetsk”

Il Segretario generale del Consiglio norvegese per i rifugiati, Jan Egeland: “Sono inorridito nel vedere Severodonetsk, la fiorente città dove avevamo il nostro quartier generale operativo, diventare l’epicentro di un altro capitolo della brutale guerra in Ucraina”. Ha poi aggiunto: “Temiamo che fino a 12mila civili rimangano intrappolati nel fuoco incrociato della città, senza sufficiente accesso ad acqua, cibo, medicine o elettricità”.

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