sabato, 2 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Orban: “Petrolio da Mosca è nostro diritto”. Primo soldato russo a processo per stupro

Il primo caso di stupro da parte di un soldato russo nei confronti di una donna ucraina è finito in tribunale. Un artista ucraino ha creato e posizionato in una piazza di Kiev un'installazione raffigurante il volto stilizzato di Putin con una pistola in bocca. Russia favorevole ai commerci con la Turchia attraverso il Mar Nero e il Mar d'Azov.

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Dopo tutto ciò che la popolazione ucraina ha subito, finalmente la giostra della giustizia inizia muoversi e sembra girare nel verso giusto. Si è parlato abbondantemente degli stupri attuati dai soldati russi nei confronti delle donne e dei bambini ucraini e adesso il primo caso di violenza sessuale nella guerra è stato portato in tribunale. Ad annunciarlo su Twitter è stata la procuratrice generale, Iryna Venediktova, aggiungendo che l’incriminato è “Mikhail Romanov, un militare del 239 Reggimento della 90^ Divisione corazzata della Guardia Vitebsk-Novgorod delle Forze armate russe e sarà processato per il presunto omicidio del marito e per violenza sessuale di gruppo contro sua moglie”. Intanto un artista ucraino, Dmytro Iv, ha esposto in una delle piazze di Kiev una scultura di ferro, chiamata “Shoot Yourself”, raffigurante il volto stilizzato di Vladimir Putin con una pistola puntata alla bocca. Questa installazione temporanea è situata su un piedistallo mobile e ha come base a terra la mano che tiene la pistola.

Fonte Twitter

La conversazione tra Erdogan e Putin

Dopo aver rifiutato una conversazione a tre con il leader turco Erdogan e il presidente ucraino Zelensky, Putin ha portato avanti una telefonata con Erdogan in cui ha sottolineato “la disponibilità della Russia a facilitare il transito marittimo senza ostacoli di merci in coordinamento con i partner turchi, questo vale anche per il grano dai porti ucraini”, secondo quanto riportato dalla Tass. I due leader hanno avuto modo di discutere anche della “questione di garantire una navigazione sicura nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, eliminando la minaccia delle mine”.

L’Ungheria e il petrolio russo

“Non possono lanciare una bomba nucleare sull’economia dell’Ungheria e noi continuiamo a operare come abbiamo fatto finora. Se il petrolio russo non arriva attraverso l’oleodotto, dobbiamo avere il diritto di ottenerlo via mare e di rifornire l’Ungheria in un altro modo. Questa è la garanzia di cui abbiamo bisogno”. Con queste parole il premier ungherese, Viktor Orban, ha esordito al vertice dell’Unione europea, dichiarando esplicitamente la posizione che assume il Paese nei confronti della Russia, per sopperire a una necessità che metterebbe in ginocchio l’Ungheria.

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