sabato, 2 Luglio 2022

Addio a Boris Pahor: l’uomo che si aggrappò alla vita a Natzweiler, la città dei morti

All'età di 108 anni, si è spento a Trieste Boris Pahor, uno dei più importanti scrittori ed intellettuali del '900. Nelle sue opere ha narrato l'orrore vissuto nei campi di concentramento.

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Boris Pahor è morto, questa mattina, all’età di 108 anni. Lo scrittore e intellettuale di lingua slovena si è spento a Trieste. A dare la notizia è stata l’agenzia di stampa slovena Sta. Nato nel capoluogo friulano nel 1913, Pahor è considerato il più importante scrittore sloveno con cittadinanza italiana. È stato, per più di un secolo, una delle voci più significative della tragedia della deportazione nei lager nazisti, raccontata in Necropoli. Testimone e protagonista delle discriminazioni contro la minoranza slovena a Trieste durante il regime fascista. L’intellettuale, che ha vissuto in prima persona le tragedie del Novecento, ha scritto una trentina di libri tradotti in decine di lingue, tra cui “Qui è proibito parlare“, “Il rogo nel porto“, “La villa sul lago“, “La città nel golfo“.

Chi era Boris Pahor?

Nato a Trieste il 26 agosto 1913 da suddito dell’Impero austro-ungarico, quando la città ospitava la comunità slovena più numerosa in assoluto, anche rispetto a Lubiana, Pahor si era ritrovato bambino sotto la giurisdizione del Regno d’Italia. Dopo l’annessione di Trieste all’Italia nel 1918, Pahor, che apparteneva alla minoranza slovena, dovette assistere, nel 1920, ai fascisti che davano fuoco alla Casa della Cultura Slovena (Cattedrale di Narodni). Dopo aver frequentato la scuola elementare slovena, gli fu proibito di usare la sua lingua madre sotto la dittatura di Benito Mussolini. Pahor frequentò il liceo di Capodistria e il seminario di Gorizia, dove studiò teologia per due anni. Durante la seconda guerra mondiale, fu internato in quattro campi di concentramento nazisti, tra cui quello di Natzweiler.

In quel periodo, ha elaborato le sue esperienze che si sono riversate nell’opera “Necropoli“, molto apprezzata dalla critica letteraria. Nel 2007, Pahor è stato nominato Cavaliere della Legion d’Onore dall’allora presidente francese Jacques Chirac. Due anni più tardi è diventato membro a pieno titolo dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti. Nel 2010 è stato insignito della Croce d’Onore Austriaca per la Scienza e l’Arte. In occasione del suo 108° compleanno lo scorso agosto, ha ricevuto la visita del giornalista italiano Walter Chiereghin, che gli ha presentato il suo libro appena pubblicato dal titolo “Boris Pahor, scrittore senza frontiere“.

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