mercoledì, 29 Giugno 2022

Cosenza, abbigliamento indecoroso a scuola: scotch sugli strappi dei jeans

Una ragazza si è presentata a scuola con dei jeans strappati, moda molto in voga, ed è stata ripresa e costretta a rattopparli con dello scotch, perché ritenuto abbigliamento poco dignitoso.

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Un’alunna è stata costretta a mettere dello scotch sugli strappi dei jeans che indossava. È successo lunedì mattina, 23 maggio, al liceo artistico-musicale Lucrezia della Valle di Cosenza. Protagonista della vicenda una giovane studentessa del liceo che è stata ripresa dalla vicepreside per aver indossato un jeans che presentava degli strappi, una moda molto in auge fra gli adolescenti. La vicepreside, però, ha considerato l’accaduto poco dignitoso e “inadeguato al contesto scolastico”. Così ha imposto alla ragazza di “rimediare al danno” rattoppando gli strappi su cosce e gambe con del nastro da pacchi.

La scena ha destato parecchio scalpore all’interno della scuola poiché non esisterebbe, né a livello d’istituto né a livello nazionale, una regolamentazione che delinei il modo di vestire da tenere all’interno degli istituti scolastici. La foto dei jeans con lo scotch è stata postata sui social ed è scoppiata subito la bufera.

“Vergognoso negare il diritto di ogni persona di esprimere se stessa anche con il modo di vestire”, è quanto dichiara il Fronte della gioventù Comunista che si dice anche pronto a “mobilitarsi al fianco degli studenti e delle studentesse affinché non si verifichino più episodi inaccettabili di questo tipo”.

Il mondo della scuola continua ad essere al centro di scandali e polemiche. Ric ordiamo che in questi giorni sta facendo molto discutere il libro autobiografico del docente di greco e latino di Genova, nel quale racconta la passione nei confronti delle sue giovani studentesse: “impossibile ignorare le vibrazioni di quelle fanciulle in fiore”. Lo stesso docente era già passato alla cronaca per aver dato, via social, della “poco di buono” ad una studentessa che si era recata a scuola vestita in modo definito non conforme al regolamento d’istituto.

Di fronte a tali affermazioni viene da chiedersi se, per quanto una ragazza possa coprirsi, riuscirà mai a coprire le “vibrazioni” che emana, così che i docenti possano concentrarsi solo sul proprio ruolo e trasmettere sapere e valori alle nuove generazioni. Sarebbe utile forse discutere, anche all’interno delle scuole, del potere evocativo degli abiti, che sono una “estensione della pelle” secondo il celebre teorico della comunicazione Marshall McLuhan.

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