martedì, 5 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Kuleba: “Bisogna uccidere l’export di Mosca”. Invasori fanno sparire grano su 30 camion

Liudmyla Denisova: "Gli invasori stanno cercando di rimuovere i resti di grano dal porto di Mariupol per ferrovia". Per Dmytro Kuleba Mosca sta ricattando "il mondo chiedendo di revocare le sanzioni in cambio dello sblocco dell'export alimentare dell'Ucraina". Mosca pagherà il debito estero in rubli se gli Usa le impediranno di estinguerlo in dollari.

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Il conflitto tra Russia e Ucraina va ben oltre distruzione e morte, finendo per trascinare il mondo in una crisi alimentare destinata a durare per decenni. L’offensiva di Mosca ha bloccato l’esportazione di grano prodotto nei campi di Kiev, mettendo in ginocchio non solo l’economia del Paese invaso, ma anche l’import di cereali che approvvigiona il resto del mondo. Pare che il grano rubato dall’esercito di Putin direttamente dai magazzini della città di Berdyansk, nella regione di Zaporizhzhia, stia venendo rimosso mediante camion che si muovono attraverso la Crimea. La notizia è stata data su Telegram da Liudmyla Denisova, Commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino: “I residenti di Berdyansk hanno contato più di 30 camion con rimorchi pieni di grano vicino allo stabilimento di Azovkabel. Gli invasori stanno anche cercando di rimuovere i resti di grano dal porto di Mariupol per ferrovia“, ha aggiunto.

Al di là del saccheggio commesso dai nemici, il ministro degli esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, è del parere che Mosca stia cercando di ricattare “il mondo chiedendo di revocare le sanzioni in cambio dello sblocco delle esportazioni alimentari dell’Ucraina“. Il politico ha affermato con chiarezza di non essere disposto a scendere a compromessi, in quanto “qualsiasi politico o funzionario straniero che possa pensare di accettare questo gioco dovrebbe prima visitare le tombe dei bambini ucraini uccisi e parlare con i loro genitori”. Della stessa idea di Kuleba anche il ministro della Difesa inglese, Ben Wallace. Per quest’ultimo la Russia deve “fare la cosa giusta“, consentendo le forniture di grano destinate ai “Paesi affamati“.

Mosca: “Pagheremo debito in rubli se non possiamo in dollari”

Mosca ha intenzione di pagare il debito estero in rubli, qualora gli Stati Uniti le impediranno di estinguerlo in dollari; ad affermarlo il ministero delle Finanze russo, citato dall’agenzia Tass. La decisione del Cremlino arriva in risposta al dipartimento del Tesoro Usa che da oggi ha annunciato di voler porre fine alla licenza di esenzione che dava la possibilità a Mosca di pagare i propri debiti in dollari. “Poiché il rifiuto di estendere questa licenza rende impossibile continuare a onorare il debito estero in dollari, i rimborsi saranno effettuati in valuta russa con la possibilità di convertirli successivamente nella valuta originale tramite il National Settlement Depository che fungerà da agente-pagatore”, ha affermato il ministero in una nota ufficiale.

Peskov: “Governo segue da vicino rafforzamento rublo”

Mosca sta seguendo da vicino il rafforzamento della valuta russa. “Il governo presta particolare attenzione a questo argomento. Questo processo di rafforzamento continuo del rublo è senza dubbio un tema che richiede un’attenzione particolare. La stabilità macroeconomica è assicurata“, ha chiosato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Occhi puntati sulla valuta russa, quindi, che nei giorni scorsi ha raggiunto il livello più alto contro il dollaro, da ben quattro anni a questa parte.

Von der Leyen: “Chi viola sanzioni deve essere assicurato alla giustizia”

“Oggi adottiamo ulteriori misure per mantenere alta la pressione su Putin e sui suoi compari. In primo luogo, aggiungiamo le violazioni delle sanzioni dell’Ue all’elenco dei reati europei. Chi viola le sanzioni deve essere assicurato alla giustizia“, così su Twitter la presidente della Commissione dell’Unione Europea Ursula von der Leyen. “Presentiamo poi regole più severe per tracciare e congelare i guadagni illeciti, anche dalla violazione delle sanzioni. Non lasceremo che gli oligarchi prosperino grazie alla macchina da guerra russa. I loro beni dovrebbero essere sequestrati e possibilmente utilizzati per ricostruire l’Ucraina“, ha tuonato. Al suo appello si è unito il presidente del Consiglio europea Charles Michel che, nel corso della conferenza stampa con la prima ministra svedese, si è detto convinto di poter raggiungere un accordo sul sesto pacchetto di sanzioni alla Russia. Per quanto riguarda l’embargo del petrolio di Mosca, per ora bloccato dall’obiezione dell’Ungheria, ha garantito che sarà possibile risolvere la questione “prima del Consiglio europeo” della prossima settimana.

Kuleba: “Bisogna uccidere la politica dell’export russo”

Kiev non ci sta, niente concessioni al presidente Vladimir Putin, in quanto questa strategia sarebbe già pienamente fallita dal 2014 e sarebbe la causa degli attuali attacchi missilistici sul Paese; questo quanto sostenuto dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, al Forum economico mondiale di Davos. “Questa strategia è stata utilizzata dalle principali potenze mondiali dal 2014 al 24 febbraio 2022: cedere qui, fare concessioni là, aiuterà per prevenire la guerra. Ha fallito. Otto anni di questa strategia hanno portato agli attacchi missilistici su Kiev e a spargimenti di sangue nel Donbass”, ha spiegato Kuleba. “Abbiamo un bisogno disperato delle armi, ma anche di assistenza macro finanziaria e poi dobbiamo riconsiderare la politica delle sanzioni – ha proseguito -. Bisogna uccidere la politica dell’export della Russia, basta comprare dalla Russia”. Il ministro ha poi sottolineato quanto la situazione sia estremamente negativa nel Donbass per le truppe di Zelensky.

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