martedì, 5 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Ue contro Orban: “Basta indugi su embargo al petrolio russo”. Primo treno con grano di Kiev arriva in Lituania

Il premier ungherese Orban scrive al presidente del Consiglio Europeo Michel: "No all'embargo al petrolio russo, discuterne in assenza di un consenso sarebbe controproducente". L'Ue risponde: "Basta indugi, avanti con il sesto pacchetto di sanzioni". Guerra del grano: Kiev cerca rotte alternative per esportare cereali, arrivato oggi in Lituania il primo treno merci.

Da non perdere

Il conflitto russo-ucraino da tre mesi a questa parte miete vittime e sventra intere città, sporcando di sangue e violenza qualsiasi cosa. Tutto ciò continua ad accadere mentre i leader degli Stati membri dell’Unione Europea cercano ancora di accordarsi per un sesto pacchetto di sanzioni, ennesima risposta ai crimini di guerra commessi dalla Federazione russa. Manovre sanzionatorie che sarebbero dovute arrivare già qualche settimana fa, se non fosse stato per l’obiezione del premier Viktor Orban che ha interrotto bruscamente la discussione sull’embargo al petrolio russo, misura fondamentale per affondare l’economia di Mosca. Il presidente ungherese ha ribadito la sua contrarietà in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel: “Discutere il pacchetto di sanzioni a livello di leader in assenza di un consenso sarebbe controproducente. Evidenzierebbe solo le nostre divisioni interne senza offrire una possibilità realistica di risolvere le differenze. Pertanto, propongo di non affrontare questo problema al Consiglio europeo”, ha scritto. Il prossimo summit tra i capi di Stato e di Governo Ue è previsto a Bruxelles per il prossimo 30 e 31 maggio.

Primo treno con carico grano ucraino arrivato in Lituania

Questa atroce guerra sta causando una crisi alimentare globale, minando principalmente il mercato del grano ucraino. A tal proposito, Kiev ha chiesto il 13 maggio, durante la riunione dei ministri dell’Agricoltura del G7 a Stoccarda, di creare un’organizzazione internazionale tra i principali Paesi esportatori. “Vogliamo che i principali esportatori globali di cereali, come Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Ucraina e Unione Europea, si uniscano per proteggere i loro interessi sul mercato globale”. Per le proprie esportazioni, Kiev è alla ricerca di rotte alternative ai porti ucraini, bloccati dal conflitto con Mosca. Infatti in Lituania, al porto di Klaipeda, è arrivato oggi il primo treno merci con un carico di grano ucraino, attraverso la Polonia. La notizia è stata diffusa dalle ferrovie di stato di Vilnius.

Ue: “Orban? Non indugiare più su embargo al petrolio”

“Riteniamo che sia importante andare avanti con l’adozione del sesto pacchetto senza altri ritardi. Siamo già a diversi settimane di discussione. Si è parlato dell’embargo al petrolio all’Ecofin, non è la Commissione che definisce l’odg del summit dei leader, ma per noi è importante non indugiare più sul sesto pacchetto di sanzioni. Se si pensa all’embargo sul petrolio si consideri che prima della guerra il 62% dell’export della Russia verso l’Ue era composto da idrocarburi. Si tratta della principale fonte di finanziamento alla guerra ed è importante quindi decidere senza ritardi”, così il vice presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, rispondendo ad una domanda sulla lettera di Orban a Charles Michel. Secondo Dombrovskis “il primo esborso” per sostenere l’Ucraina “avverrebbe con il programma d’emergenza di assistenza macro finanziaria prima delle vacanze estive, si tratterà di sovvenzioni a lungo termine ma c’è anche una componente di prestito”. Il rappresentante Ue ha poi parlato anche dei delicatissimi rapporti che intercorrono attualmente tra Unione Europea e Cina; “la relazione è molto complessa“, in quanto Pechino “ha una posizione ambigua nei confronti dell’aggressione perpetrata dalla Russia contro l’Ucraina – ha aggiunto – Ma ci sono altri ambiti nei quali dobbiamo continuare a cooperare con la Cina, ad esempio di fronte a sfide globali come il cambiamento climatico“.

Mosca: “Dimissioni diplomatico? Ormai lui è contro di noi”

Non è più con noi, è contro di noi“, ha tuonato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in merito alle dimissioni di ieri diplomatico russo Boris Bondarev, che ha abbandonato il suo incarico a Ginevra e scritto una lettera aperta di protesta contro l’operazione militare speciale voluta da Putin. “Il Cremlino non ha familiarità con questa lettera. Era un dipendente del ministero degli Esteri, bisogna chiedere a loro possiamo solo dire che Bondarev non è più con noi, anzi è contro di noi“, ha risposto Peskov ai microfoni della Cnn. Il portavoce, citato dall’agenzia Tass, ha spiegato che Mosca non ha ancora visionato né valutato le proposte dell’Italia sulla risoluzione della guerra, augurandosi di riceverle presto mediante i canali diplomatici.

Ultime notizie