mercoledì, 29 Giugno 2022

Cina-Taiwan, parole di Biden aumentano le tensioni: timori per un nuovo conflitto armato

Il conflitto tra Ucraina e Russia non è l'unica situazione da tenere sott'occhio per gli equilibri geopolitici del mondo. Joe Biden, infatti, ha riacceso le tensioni tra Stati Uniti e Cina per quanto riguarda la questione Taiwan.

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Le attenzioni del mondo, in particolare dell’Occidente, da tre mesi a questa parte sono focalizzate sul conflitto tra Ucraina e Russia. Ma nel mondo ci sono diverse situazioni tese e crescono le preoccupazioni sull’incombente possibilità di un’invasione cinese di Taiwan. Lunedì 23 maggio, il presidente Joe Biden ha detto che gli Stati Uniti interverranno militarmente se l’isola autogovernata venisse attaccata dalla terraferma. Ma Pechino è pronta a sostenere un’acquisizione su vasta scala di Taiwan e ad avere successo?

Le dichiarazioni di Biden

L’osservazione chiara ed inequivocabile di Biden su Taiwan è arrivata in una conferenza stampa con il primo ministro giapponese Fumio Kishida durante una visita a Tokyo, mentre il presidente rispondeva a una domanda sul fatto che – contrariamente al suo approccio all’Ucraina – avrebbe usato la forza militare per difendere Taiwan. Sì, questo è l’impegno che abbiamo preso“, ha risposto Biden. “L’idea che Taiwan possa essere presa con la forza, dislocherebbe l’intera regione e sarebbe un’altra azione simile a quella che è accaduta in Ucraina“. Con le sue parole, l’inquilino della Casa Bianca ha totalmente cambiato la tradizionale posizione di ambiguità strategica riguardo alla difesa dell’isola di Formosa in caso di invasione cinese. Ma poiché Taiwan ha segnalato un preoccupante aumento dell’attività militare provocatoria da parte di Pechino. Nell’ultimo periodo, sono aumentati gli aerei militari cinesi nella zona di identificazione della difesa aerea dell’isola. Ecco che alti funzionari di Washington e dell’UE hanno apertamente espresso il loro sostegno all’isola Formosa, la cui situazione ha anche attirato paragoni con l’Ucraina.

Passo indietro

La Casa Bianca ha affrettato a ritirare le dichiarazioni del suo presidente, negando che quelle parole rappresentassero un cambiamento nella politica. Un passo indietro arrivato però tardi, rispetto all’ira di Pechino, che tramite il ministero degli Esteri ha espresso “forte insoddisfazione e ferma opposizione“. Nell’analisi della situazione, il focus però dovrebbe spostarsi sulle volontà di Biden. Sembra infatti che il presidente con quelle parole abbia voluto inviare un forte messaggio di deterrenza a Pechino. In secondo luogo, dimostrare alla Cina che mentre gli Stati Uniti si sono rifiutati di intervenire direttamente nella guerra in Ucraina, sono determinati ad aiutare Taiwan in caso di invasione.

Quanto è fattibile un’invasione cinese di Taiwan a questo punto?

Il bilancio della difesa cinese, attualmente pari a 229 miliardi di dollari, ha permesso a Pechino di stimolare la ricerca e lo sviluppo di nuovi sistemi d’arma, vettori ed esercitazioni militari, con particolare attenzione al rafforzamento della sua flotta. Attualmente, il Paese ha notevoli capacità militari che gli consentirebbero di intervenire dentro e intorno a Taiwan. La spesa militare cinese è aumentata di sette volte negli ultimi vent’anni. Un dato che aumenterà nel breve periodo. Ad oggi ci sono circa 10mila marines cinesi. Si prevede che ce ne saranno 100mila entro il 2027, ha spiegato Antoine Bondaz, direttore del programma di Taiwan presso la Foundation for Strategic Research. Ma, nel breve periodo, queste risorse in crescita sono ancora troppo limitate per immaginare un’invasione totale e il controllo dell’ex Formosa, dice il ricercatore. “Ma se Pechino continua a questo ritmo, avrà le risorse necessarie in un paio d’anni“.

Sebbene la Cina possa superare di gran lunga Taiwan nel suo arsenale militare e nella sua manodopera, in termini di strategia, una tale invasione rimarrebbe estremamente difficile per Pechino. I taiwanesi, senza nemmeno tener conto dell’intervento degli Stati Uniti, hanno una forte capacità di risposta e potrebbero generare pesanti perdite per il governo cinese in caso di tentativo di atterraggio anfibio o aereo. In effetti, Taiwan ha aumentato la sua spesa per la difesa, stanziando a gennaio 2022 circa 8,6 miliardi di dollari in più oltre a un budget annuale, dedicato all’acquisto di armi di precisione a lungo raggio e navi da guerra.

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