lunedì, 4 Luglio 2022

Francia, terremoto nel nuovo governo: ministro Abad accusato di violenza sessuale

Due le donne a denunciare i fatti che risalirebbero al 2010 e al 2011. Nel partito pare che in molti sapessero della sua reputazione chiacchierata.

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Oltralpe già si parla di “affaire Abad”, dopo le accuse di violenza sessuale che sono piovute sul neo-ministro francese della Solidarietà Damien Abad. Nominato lo scorso venerdì, il giorno successivo si è subito dovuto confrontare con un articolo pubblicato dal quotidiano francese Mediapart, secondo cui Abad avrebbe ricevuto la nomina nonostante la segnalazione di presunti stupri che l’Osservatorio delle violenze sessiste e sessuali in politica avrebbe fatto pervenire al partito République en Marche, ai Républicains, e alla procura della Repubblica.

I fatti contestati risalirebbero al 2010 e 2011. La prima donna, una 41enne, racconta di aver accettato un appuntamento con Abad, di aver bevuto un bicchiere di champagne insieme all’uomo ed a quel punto avrebbe avuto un “black-out totale”. Si sarebbe svegliata  la mattina dopo al suo fianco, in una stanza d’hotel vicina al luogo d’incontro ed in abiti intimi. L’ex marito, contattato da Mediapart, ha confermato che nelle ore successive all’incontro la donna fosse in forte stato di choc e cinque persone con le quali si era confidata hanno confermato la versione al giornale.

La seconda denuncia verrebbe invece da una 35enne, ex militante del partito di centro, che afferma di essere stata corteggiata per sms ed aver avuto con lui un rapporto sessuale cui inizialmente aveva dato il suo consenso, salvo poi ritirarlo. A quel punto l’uomo avrebbe messo in atto comportamenti di “non rispetto, di ingiunzione e di insistenza”. La donna ha inoltre riferito di costanti abusi della sua condizione di potere da parte di Abad. Pur avendo sporto denuncia all’epoca dei fatti, l’indagine è stata poi archiviata.

Il 13 maggio scorso, quando il nome dell’ex capogruppo dei Républicains in Assemblée Nationale iniziava a circolare come papabile ministro, la prima donna avrebbe spontaneamente contattato l’Osservatorio, creato lo scorso febbraio dalle femministe che avevano dato il via al #MeTooPolitique. La 41enne avrebbe scritto una lettera con lo scopo di mettere in guardia sulla figura del candidato, raccontando la sua esperienza personale. Nella medesima si sarebbe anche accennato alla presenza di una denuncia per stupro ai danni di un’altra donna. La testimonianza, inoltrata in forma anonima ai partiti e alla procura della Repubblica, non avrebbe però ricevuto alcuna risposta dagli stessi. Contattati da Mediapart, Christophe Castaner, presidente del gruppo LREM avrebbe risposto di non aver ricevuto alcuna mail, mentre Stanislas Guerini, delegato di En Marche riferisce di averla letta solo il giorno dopo la nomina.

Dal canto suo, il neo-ministro alla Solidarietà sostiene di non aver mai esercitato qualunque forma di costrizione su una donna: «Le relazioni sessuali che posso aver avuto durante tutta la mia vita sono state sempre reciprocamente consenzienti. Queste accuse riferiscono di atti o gesti che mi sarebbero semplicemente impossibili a causa del mio handicap». Abad è, infatti, affetto da artogriposi, una rara malattia che blocca le articolazioni e riduce la mobilità: «L’atto sessuale può avvenire solo con l’assistenza e la benevolenza della mia partner».

Nella giornata di ieri, però, un articolo di Libération ha scosso ancora il gruppo parlamentare. Sembrerebbe, infatti, che le vicende non fossero nuove ai colleghi di partito, che tutti fossero a conoscenza della pessima reputazione del neo- ministro, nonché delle vicende denunciate dalle donne, al punto che alcuni hanno raccontato che queste fossero oggetto di scherno all’interno del partito. La premier Elisabeth Borne ha, invece, dichiarato di non essere a conoscenza della vicenda prima che venisse resa nota: «Posso assicurarvi che se ci saranno nuovi elementi, se la giustizia fosse di nuovo investita del caso, ne trarremmo tutte le conseguenze».

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