mercoledì, 29 Giugno 2022

Guerra in Ucraina, Nato: “Mosca ha lasciato Kiev e Kharkiv, in stallo offensiva nel Donbass”. Russia: “Tra gli arresi il vice comandante del battaglione Azov”

I pm ucraini hanno chiesto l'ergastolo per Vadim Shishimarin, soldato russo 21enne dichiaratosi colpevole dell'omicidio di un civile. Podolyak, consigliere del presidente Zelensky: "La Russia chiede la revoca delle sanzioni per lo sblocco dei porti ucraini, ricattando il mondo con la crisi alimentare". Berlino manderà aiuti da 1 miliardo di euro per Kiev.

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Mentre le potenze mondiali sono in fermento per l’ipotesi sempre più plausibile di adesione di Svezia e Finlandia alla Nato, la giustizia ucraina fa il suo corso; ieri si è tenuto il primo processo per crimini di guerra nei confronti del soldato russo 21enne Vadim Shishimarin, accusato di aver ucciso un uomo disarmato di 62 anni. Il giovane sergente si era dichiarato colpevole dinanzi alla Corte di Kiev, implorando “perdono” per l’omicidio commesso. I pubblici ministeri ucraini, però, a quanto pare, non sono rimasti impressionati dal pentimento dell’imputato e hanno chiesto la condanna all’ergastolo. Sul banco degli imputati ci sono altri due soldati di Mosca, anche loro accusati di aver commesso brutali crimini contro civili.

Intanto presso l’acciaieria Azovstal di Mariupol proseguono le manovre di evacuazione per permettere ai difensori ucraini di lasciare i sotterranei dell’impianto. Secondo il Kyiv Post – che cita a sua volta alcuni media filorussi – tra i soldati che si sono “arresi” alle forze russe ci sarebbe anche Sviatoslav Palamar, vice comandante del battaglione Azov. Il Cremlino ha fatto sapere che ben 1.730 militari “si sono consegnati” in questi giorni, di cui 771 nelle ultime 24 ore. Sul campo di battaglia si combatte ormai sia in territorio ucraino che russo; stamattina almeno una persona è morta a seguito di un attacco sferrato da Kiev contro il villaggio Tyotkino. Ennesima conferma del momento di difficoltà che sta vivendo l’esercito di Putin ci viene data dal generale della Nato Jens Stoltenberg: “La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi in Ucraina: ha dovuto abbandonare Kiev e Kharkiv e l’offensiva nel Donbass è in stallo. Ma non crediamo che Mosca abbia rinunciato ai suoi piani e dunque dobbiamo prepararci a sostenere l’Ucraina sul medio e lungo periodo”.

Podolyak: “Mosca chiede revoca sanzioni per sbloccare i nostri porti. Paese terrorista”

La Russia chiede la revoca delle sanzioni per lo sblocco dei porti ucraini, ricattando il mondo con la crisi alimentare. Comportamento tipico di un paese terrorista che prende degli ostaggi e chiede un elicottero pieno di dollari. Non ci sono sciocchi. Se chiedono la revoca delle sanzioni, dobbiamo stringere il cappio”, questa la dura denuncia postata su Twitter da Mykhailo Podolyak, il consigliere del Presidente ucraino Volodymir Zelensky.

Berlino: “Per Kiev un miliardo di euro di aiuti”

La Germania metterà a disposizione aiuti per circa un miliardo di euro per l’Ucraina“, così si è espresso il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, alla riunione del G7 in corso a Koenigswinter. “Sul tavolo c’è la questione di colmare le lacune di liquidità dell’Ucraina per finanziare il funzionamento dello Stato; i vari Stati stanno dando le loro dichiarazioni di disponibilità e gli Stati Uniti hanno annunciato un contributo di 7,5 miliardi di dollari“, ha aggiunto.

Erdogan: “Non romperò i legami né con Putin né con Zelensky”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ci tiene a mantenere il suo ruolo di mediazione nel conflitto e lo ha ribadito anche in un suo discorso pronunciato dinanzi a un gruppo di giovani turchi, poi ripreso dalla tv statale Trt. “Per quanto riguarda la guerra, al momento stiamo seguendo una politica di equilibrio sia per quanto riguarda la Russia che l’Ucraina. In questa politica di equilibrio, non ho certamente intenzione di recidere i legami con Putin o con Zelensky – ha aggiunto – Continuo la mia diplomazia telefonica con Putin e Zelensky. Ho inviato da loro il mio rappresentante speciale e continueremo a farlo, perché lo scoppio di una nuova guerra mondiale non serve né alla nostra regione né al mondo”.

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