venerdì, 1 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, Duma non restituirà i soldati di Azov. Kiev: “Mine per 300kmq, minaccia di esplosioni ovunque”

Sono giunti nei pressi dell'acciaieria Azovstal 7 pullman che hanno portato in salvo i soldati ucraini, scortati dalle truppe filorusse; secondo i testimoni alcuni di loro non erano feriti. La Duma è pronta a vietare lo scambio di prigionieri di guerra russi con gli uomini del battaglione Azov: "Sono criminali nazisti". Ancora aiuti militari a Kiev da Nato e Ue.

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Se da un lato l’evacuazione dei soldati ucraini dai sotterranei dell’impianto metallurgico Azovstal di Mariupol ha rappresentato il primo spiraglio di luce nel buio pesto di questo conflitto, dall’altra sta facendo emergere le reali intenzioni della Russia in merito al battaglione di Azov. Nella giornata odierna sono giunti nei pressi dell’acciaieria 7 pullman che hanno portato in salvo i combattenti ucraini, scortati dalle truppe filorusse. Secondo testimoni che si trovavano sul posto al momento dell’evacuazione, alcuni di questi militari arresi non riportavano ferite.

Intanto la Duma pare sia pronta a vietare lo scambio di prigionieri di guerra russi con gli uomini catturati del commando ucraino di Azov: “Sono criminali nazisti, dobbiamo fare di tutto per assicurarli alla giustizia“. Secondo quanto riporta l’agenzia RIA Novosti, il parlamento russo ha fatto sapere che domani esaminerà una proposta di risoluzione che vieta appunto lo scambio di prigionieri. Tutto ciò sta a significare che per Mosca è palesemente più importante condannare il battaglione ucraino, che salvare i propri soldati. Si è levata anche la voce del procuratore generale russo, citato dall’agenzia Interfax, che ha chiesto alla Corte suprema di riconoscere il reggimento di Azov come “organizzazione terroristica”. Il sito del ministero della giustizia della Federazione russa fa sapere che il caso potrebbe essere esaminato dalla Corte Suprema il 26 maggio.

Kiev: “Sminare un territorio grande come l’Italia”

“In Ucraina devono essere sminati più di 300mila chilometri quadrati di territorio, quasi equivalente alla superficie totale dell’Italia”, ha chiosato il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, citato dal canale Ukraine Now. “C’è una minaccia di esplosioni ovunque un soldato russo ha messo piede. Un giorno di guerra equivale a 30 giorni di sminamento“, ha aggiunto Shmyhal. Un dato che arriva dopo il bilancio stimato dall’Onu in aprile, secondo il quale l’Ucraina risulterebbe al momento uno dei Paesi più minati al mondo.

Kiev: “Database di 120-140mila numeri di telefono di parenti di soldati russi”

Dopo la messa a disposizione da parte di Kiev del sito web “Invaders” per permettere alle famiglie russe di avere notizie dei propri soldati catturati sul suolo ucraino, arriva un database di numeri di telefono per l’identificazione dei prigionieri di guerra. “Abbiamo un database di 120-140mila numeri di telefono di parenti di soldati russi“, lo ha detto su Telegram Anton Gerashchenko, consigliere del ministro dell’interno dell’Ucraina. “Quando è scoppiata la guerra, è stata istituita una linea verde per la ricerca di prigionieri o soldati russi uccisi. Al giorno riceviamo 8-10mila chiamate. Questa banca dati permette di identificare i militari russi“, ha spiegato.

Nato al Consiglio Difesa Ue: “Avanti con gli aiuti”

IL vice segretario generale della Nato, Mircea Geoana, è intervenuto durante la riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, ribadendo come l’alleanza atlantica sia disposta ad aiutare l’Ucraina in ogni modo, anche fornendo ulteriore sostegno militare. Tutto ciò accade mentre la richiesta di adesione di Svezia e Finlandia alla Nato tiene banco da giorni. I due Paesi scandinavi hanno annunciato che domani invieranno ufficialmente la loro candidatura alla Nato. Lo ha reso noto la premier svedese Magdalena Andersson.

Borrell: “Non permetteremo che Ucraina resti senza armi”

Dobbiamo continuare a sostenere l’esercito ucraino. Questo sostegno in questo momento è fondamentale, perché la guerra è a un punto di svolta. Non possiamo lasciare l’Ucraina che finisca gli equipaggiamenti e non lo permetteremo. La battaglia in Donbass è cruciale”. Arriva forte e chiaro l’appoggio a Kiev, ribadito ancora una volta dall’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, a conclusione del summit dei ministri della Difesa dell’Unione Europea. “Non sono uno stratega militare e non posso fare previsioni sulla durate della resistenza russa – ha proseguito – se è vero che l’esercito russo ha perso fin qui il 15% delle loro truppe si tratta di un record di perdite mondiale di un esercito che invade un altro paese. Non so se sono in grado di rimpiazzarle ma si tratta di un perdita impressionante”. Borrell ha colto l’occasione per ricordare come nell’articolo 42.7 del trattato che sancisce l’alleanza tra gli Stati membri, si dica chiaramente che “se un Paese attaccato chiede aiuto” agli alleati, “questi lo devono aiutare con ogni mezzo”. “Si tratta quindi di un obbligo, non è un processo automatico, ma gli altri Paesi devono intervenire se viene richiesto il loro aiuto”, ha spiegato.

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