venerdì, 1 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, deputato russo: “Pena di morte per le bestie di Azov”. Kiev: “Sospesi i negoziati, Mosca resta su posizioni stereotipate”

La viceministra della Difesa ucraina ha spiegato come lo scambio tra i loro soldati evacuati da Azovstal e i prigionieri russi fosse l'unico modo per salvarli. La Corte Penale Internazionale invia 42 investigatori per un'indagine sui crimini di guerra. Un deputato russo invoca la pena di morte per gli uomini del battaglione Azov, un parlamentare della Duma chiede l'ergastolo.

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Il corridoio umanitario aperto ieri presso l’acciaieria Azovstal di Mariupol ha permesso stamattina l’evacuazione di 53 soldati ucraini feriti trasportati a Novoazovsk, città sotto il controllo russo; altri 211 combattenti sono stati portati a Olenivka. I difensori di Kiev rimasti feriti durante gli scontri sono stati resi al Paese in cambio di prigionieri di guerra moscoviti. La viceministra della Difesa ucraina Hanna Maliar ha spiegato come questo scambio fosse necessario: “Non c’era altro modo per salvarli“. “L’operazione di salvataggio dei militari da Azovstal durerà fino al loro ritorno dal territorio non controllato dall’Ucraina”, ha precisato, secondo quanto riportato dall’emittente pubblica nazionale Suspilne. Intanto la Corte Penale Internazionale apre un’indagine sui crimini di guerra commessi dall’invasore russo, inviando ben 42 investigatori ed esperti per capire come siano andati davvero i fatti sul suolo ucraino. Solo qualche ora fa Mosca, mediante il portavoce del Cremlino, ha dichiarato come sia necessaria un’indagine indipendente e imparziale per chiarire la situazione sulla strage di Bucha.

Deputati russi chiedono ergastolo e pena di morte per il battaglione Azov

“Le bestie vanno processate, a maggior ragione se si provano i loro mostruosi crimini contro l’umanità. Ribadisco la mia proposta: occorre fare un’eccezione nella moratoria sull’applicazione della pena di morte in Russia“. Così si è espresso su Telegram il deputato russo Leonid Slutski commentando la notizia dell’uscita di alcuni soldati del battaglione Azov dai sotterranei di Azovstal. C’è chi ci va giù meno pesante, come il deputato della Duma Sultan Khamzaev che reputa opportuno punire con l’ergastolo i militari del reggimento. “Credo che dopo aver fornito loro le cure mediche necessarie, tutti i nazionalisti dovrebbero essere condannati alla pena più grave per i crimini che hanno commesso, ricevere l’ergastolo. I nazionalisti dovrebbero essere processati, e poi pentirsi delle loro azioni e chiedere perdono per molti anni”, ha detto all’agenzia russa RIA Novosti. Per il parlamentare nessuna azione può “cancellare i crimini commessi dai criminali del battaglione Azov”.

Kiev: “Negoziati sospesi, nessun progresso”

Per quanto riguarda i negoziati tra Russia e Mosca tutto tace e non c’è neppure l’ombra di un’accordo per la tregua. “Attualmente il processo negoziale è sospeso: dopo l’incontro di Istanbul non ci sono stati cambiamenti, nessun progresso. La Federazione Russa resta ancora sulle sue posizioni stereotipate. Ma ogni guerra finisce al tavolo delle trattative, e questo processo sarà moderato da Zelensky”, ha detto il consigliere presidenziale e negoziatore ucraino Mikhailo Podolyak, citato dall’agenzia Unian.

Parlamento finlandese favorevole all’adesione Nato

L’entrata nella Nato per la Finlandia si sta facendo sempre più reale. Il Parlamento finlandese ha votato per l’adesione all’alleanza atlantica con 188 voti a favore e 8 contrari, consentendo così l’invio della candidatura ufficiale del Paese scandinavo. Gli Stati Uniti ripongono molta fiducia nel fatto che la Nato possa davvero raggiungere un consenso unanime sulla richiesta di adesione di Svezia e Finlandia, nonostante gli ostacoli posti dalla Turchia; ne ha dato notizia Karine Jean-Pierre, portavoce di Joe Biden.

Putin: “Ue attua sanzioni contro di noi sotto la pressione degli Usa”

“La Russia approfitti delle decisioni caotiche dell’Occidente. I Paesi dell’Ue attuano sanzioni contro la Federazione russa sotto la pressione degli Stati Uniti e questo provoca danni alle proprie economie, con l’aumento del prezzo del petrolio sui mercati a ritmo vertiginoso. Cercano di dare la colpa a noi per questa inflazione energetica, ma l’Occidente sta cercando di coprire i suoi errori sistematici“, ha tuonato il presidente Vladimir Putin, parlando agli imprenditori petroliferi russi, citato da Ria Novosti. Per quanto riguarda i soldati ucraini evacuati dall’acciaieria pare che il leader russo abbia garantito “che saranno trattati in linea con le leggi internazionali in materia“. La notizia è stata data dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Quest’ultimo ai microfoni della Bbc non ha però spiegato se i militari di Kiev, portati per ora in salvo in territori occupati da Mosca, saranno considerati come criminali di guerra o come prigionieri di guerra.

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