domenica, 29 Maggio 2022

F1, si corre in Florida dopo 63 anni: alla scoperta del Miami International Autodrome

Quinta gara dell'anno; due vittorie a testa per Leclerc e Verstappen nelle scorse uscite. L'America ospita per la 43esima volta la F1, e ritorna in Florida dopo il 1959.

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Quinta gara stagionale, due vittorie a testa per Leclerc e Verstappen e una classifica che inizia a prendere forma. Dopo la settimana di pausa, la F1 ritorna in pista in Florida, l’ultima volta nel 1959 a Sebring, proponendo per la prima volta un tracciato a Miami.

In passato l’America ha ospitato il Circus con 42 appuntamenti, sintomo del fatto che nel nuovo continente questo sport stia, decennio dopo decennio, prendendo sempre più piede. Nel corso della sua storia, la F1 ha fatto tappa ad Austin, Detroit, Long Beach, Indianapolis, Phoenix, Watkings Glen, Sebring, Paradise e Dallas, mentre Las Vegas la ospiterà dalla prossima stagione.

UN GIRO AL MIAMI INTERNATIONAL AUTODROME: CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO

Circuito cittadino, lungo 5.412 metri e composto da 19 curve; i piloti affronteranno 57 giri per un totale di 308 kilometri, sfruttando tre zone DRS in altrettanti rettilinei. La curva 17 offrirà un picco massimo di velocità pari a 327 km/h, così come curva 11 con i suoi 326 km/h, in entrambi i casi grazie all’ausilio del DRS.

Le curve 6, 7 e 8 porteranno grandi grattacapi a piloti e scuderie, a causa dell’alto degrado degli pneumatici anteriori destri. Il tracciato è situato nel complesso dell’Hard Rock Stadium, con le venti monoposto che sfrecceranno nella struttura adiacente alla casa dei Miami Dolphins, squadra di NFL.

L’autodromo offre un’esperienza molto simile a Melbourne grazie alla sua atmosfera cittadina. La conformazione della pista, invece, si avvicina molto a quella di Jeddah e Baku, ma offre maggiore sicurezza alla guida rispetto al circuito degli Emirati Arabi.

I FAVORITI DELLA VIGILIA

La RedBull si è dimostrata quest’anno l’auto più prestante nei lunghi rettilinei, ciò porta la scuderia austriaca ad essere pronosticata come la favorita. Dopo i seri problemi accusati nelle gare in Bahrain e in Australia, Verstappen e Perez hanno trionfato senza troppi affanni a Imola, circuito storicamente molto veloce.

La Ferrari a Miami avrà sicuramente il dente avvelenato per il tragico epilogo italiano di due settimane fa, con Sainz in ghiaia al primo giro e Leclerc fuori dal podio per un errore a meno di dieci giri dalla fine.

La Rossa monterà inoltre la seconda power unit, eseguendo una scelta strategica senza destare nessun tipo di allarme. Chiamata con il nome tecnico 066/7, consentirà alle Ferrari F1-75 di entrambi i piloti di sfruttare una mappatura più spinta e con più potenza; l’ala posteriore si presenterà invece più scarica a livello aerodinamico, mentre ci sarà un pattino sotto il fondo della vettura.

PILOTI DEL WEEKEND – SEBASTIAN VETTEL E LEWIS HAMILTON

Undici mondiali in due, un dominio a tratti incontrastato dal 2010 al 2020. Uno è il più giovane pilota di sempre ad aver vinto un campionato del mondo di F1, l’altro il primo corridore nero nella storia di questo sport.

Stiamo chiaramente parlando di Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, i piloti più titolati dell’ultima decade. Eppure, nonostante un palmares da capogiro, i due possono fregiarsi di una cosa ancora più importante: la sensibilizzazione nei confronti di problematiche comuni. Da sempre attivi riguardo temi di interesse sociale, entrambi non si sono smentiti, seppur in modalità differenti, nemmeno a Miami. Vettel ha coinvolto l’attenzione sul riscaldamento globale, mentre Hamilton sul diritto all’aborto in America.

Lo Stato della Florida è tra i più esposti al problema dell’innalzamento del livello del mare, destinato ad aumentare di mezzo metro entro il 2060. L’ex pilota Ferrari si è presentato nel capoluogo della Contea indossando una t-shirt accattivante: “Miami 2060, primo Gran Prix sott’acqua. Agite ora o nuotate dopo”.

Lewis Hamilton ha invece denunciato la Corte suprema degli Stati Uniti, la quale intende annullare la legge del 1973 che garantisce il diritto all’aborto alle donne. La sua presa di posizione si legge in un post su Instagram: Amo stare negli Stati Uniti, ma non posso ignorare quello che sta succedendo in questo momento e quello che alcuni nel Governo stanno cercando di fare alle donne che vivono qui. Ognuno dovrebbe avere il diritto di scegliere cosa fare del proprio corpo. Non possiamo lasciare che questa scelta venga portata via”.

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