domenica, 29 Maggio 2022

Crediti fasulli per evadere il Fisco: maxifrode a Terni sequestrati 7 milioni di euro – VIDEO

La Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro preventivo nei confronti di una società operante nel settore dei servizi alle imprese, per crediti di imposta inesistenti esposti in dichiarazione, per un valore di 7 milioni di euro.

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Le Fiamme Gialle di Terni, a conclusione di un’articolata indagine di Polizia Economico Finanziaria, hanno eseguito un sequestro preventivo per equivalente, per valore di circa 7 milioni di euro, nei confronti di una società operante nel settore dei servizi alle imprese. Le indagini, con riguardo ai periodi d’imposta dal 2018 al 2021, hanno consentito di ricondurre la conduzione della frode nel territorio di Terni, nonostante la sistematica variazione della sede della società tra Milano, Roma e Salerno, al fine di eludere ai controlli dell’Amministrazione Finanziaria.

Le indagini

I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno raccolto evidenti indizi di reità nei confronti di due soggetti che, alternandosi nella rappresentanza della società, hanno posto in essere un’articolata frode fiscale attraverso la creazione di fittizi crediti I.V.A. e di “Ricerca e sviluppo”, la presentazione di dichiarazioni fiscali fraudolenti attraverso la contabilizzazione di acquisti mai effettuati.

I crediti inesistenti venivano utilizzati per operazioni di compensazione condotte direttamente attraverso il cassetto fiscale della società, per far fronte al pagamento di imposte dovute e per procedere al versamento di contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori che, formalmente, risultavano alle dipendenze della società, ma che in realtà erano impiegati presso soggetti economici terzi, causando un ingente danno al fisco, agli enti previdenziali e agli stessi lavoratori.

Alla luce di quanto emerso, il G.I.P. ha emesso apposita misura cautelare reale per l’importo di 7 milioni di euro, pari ai crediti di imposta inesistenti dichiarati, eseguita attraverso l’aggregazione delle liquidità giacenti sui conti correnti e delle altre disponibilità riconducibili ai due rappresentanti pro tempore nonché alla società. Inoltre è stata inviata all’Agenzia delle Entrate, una segnalazione al fine di disconoscere i crediti inesistenti, onde evitare la reiterazione della procedura illecita di compensazione. I responsabili sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica per il reato di dichiarazione fraudolenta, indebita compensazione di crediti inesistenti, per esibizione ed uso di atti falsi e occultamento delle scritture contabili.

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