domenica, 22 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, russi irrompono nell’Azovstal. Peskov: “Nessun assalto alle acciaierie”

Le forze armate russe hanno fatto irruzione nell'acciaieria di Azovstal a Mariupol, dopo che il portavoce del Cremlino ha negato che l'assalto iniziale sia opera dei russi. Prima dell'irruzione erano 500 i feriti chiusi nell'Azovstal.

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Il pomeriggio di questo 4 maggio, dopo più di due mesi dall’inizio dell’invasione in Ucraina, si apre con la notizia che le forze russe hanno fatto irruzione nell’acciaieria Azovstal di Mariupol e si stanno svolgendo combattimenti intensi. L’informazione arriva dal giornalista ucraino Andriy Tsapliyenko su Telegram: “Gli occupanti hanno fatto irruzione nell’Azovstal con il tentativo di reprimere la forte resistenza dei difensori di Mariupol. L’esercito di Putin sta usando tutte le armi disponibili. I civili rimangono sotto i bombardamenti nello stabilimento”.

L’attacco di oggi va a contraddire le parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ha negato fermamente la paternità dell’assalto all’acciaieria: “L’ordine è stato dato pubblicamente (21 aprile) dal comandante in capo (Vladimir Putin) di annullare qualsiasi assalto. Non c’è nessun assalto”. Secondo Peskov, le forze armate russe assediano il sito e intervengono esclusivamente per fermare in maniera rapida i tentativi dei sodati ucraini di raggiungere le “postazioni di tiro”. Le ultime informazioni che abbiamo a proposito delle persone nell’acciaieria parlavano di 500 feriti tra i 19 e i 60 anni, di cui 200 in condizioni critiche, senza cibo, acqua e farmaci, secondo quanto riferito da un ufficiale della polizia ucraina chiuso nel complesso, Mykhailo Vershynin. Tuttavia, dopo questo attacco la conta delle vittime è destinata ad alzarsi.

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