mercoledì, 25 Maggio 2022

Dal Governo taglio delle accise su carburanti e 8 miliardi per imprese e famiglie, i sindacati: “Aspettiamo i fatti”

Nel primo pomeriggio previsto il Cdm che dovrebbe varare sostegni per famiglie e imprese. Confermata la riduzione delle accise sui carburanti e aiuti sulle bollette. Giudizio sospeso dei sindacati dopo l'incontro con Draghi.

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“Il Governo condivide che la priorità oggi è tutelare il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni. È chiaro che il nostro giudizio rimane sospeso”. Parole del segretario della Cgil, Maurizio Landini, lasciando palazzo Chigi. Si è chiuso dopo un paio d’ore l’incontro dei leader dei sindacati generali di Cgil, Cisl e Uil con il presidente del Consiglio Mario Draghi, in programma oggi alle ore 10 a palazzo Chigi, per discutere sulla riduzione delle accise dei carburanti. Nel pomeriggio, intanto, si ritorna a discutere anche del decreto sugli aiuti a famiglie e imprese. Intanto arrivano i primi commenti a caldo dei sindacati, dopo il faccia a faccia con Draghi.

Per Landini “c’è un problema del bonus energia, abbiamo detto che 12.500 euro di reddito Isee è troppo basso. Il Governo ha continuato a dirci che i ragionamenti che loro fanno sono per un livello di intervento tra i sei e i sette miliardi, noi abbiamo detto in modo molto chiaro che questa cifra è insufficiente, abbiamo bisogno in questo momento di più risorse e che questo è il momento di uno scostamento (di bilancio, ndr) e che questa discussione va fatta con l’Europa. Il nostro giudizio definitivo sarà espresso sostanzialmente su quello che avviene. Visto che è il Governo è sostenuto dal 95% delle forze parlamentari, chiediamo che si assumano la responsabilità di uno scostamento di bilancio”.

“Nell’incontro con il premier Mario Draghi sono state affrontate due grandi questioni: come si sostiene l’emergenza economica e sociale, determinata dalla fiammata inflazionistica e dall’aumento del costo dell’energia e beni alimentari, e come affrontiamo il tema della salvaguardia del potere d’acquisto di salari e pensioni” dichiara, invece, il leader della Cisl, Luigi Sbarra, al termine della riunione a Palazzo Chigi. “È stato concordato di rendere permanente e strutturale il dialogo e il confronto nella prospettiva di sostenere insieme il cammino delle riforme, rilanciare gli investimenti pubblici e privati, lavorare su qualità e stabilità del lavoro, accompagnare il processo di attuazione del Pnrr mettendo sullo sfondo l’impostazione di un nuovo e moderno patto sociale per la crescita, lo sviluppo e il lavoro”.

Riduzione delle accise carburanti

Oltre alla proroga fino a giugno della riduzione di 30 centesimi delle accise sui carburanti e l’estensione del credito di imposta per imprese energivore, sarà varato un nuovo allargamento del bonus sociale per le bollette. Il tetto Isee per ottenere lo sconto, alzato a marzo da 8mila a 12mila euro, dovrebbe salire fino a 14-15mila euro. Al Mise si è studiato un meccanismo per rendere realmente automatico il bonus contestualmente alla presentazione dell’Isee, per risolvere problemi emersi in queste settimane. In arrivo anche un fondo da circa 200 milioni di euro per le imprese con forti interscambi con le aree coinvolte nella guerra (come Russia, Ucraina e Bielorussia). Avranno invece una corsia rapida, grazie a una serie di semplificazioni, quelle che effettueranno investimenti oltre i 50 milioni di euro in produzioni strategiche.

Dl sostegni a famiglie e imprese

Questo pomeriggio, sarà invece varato il nuovo decreto sugli aiuti a famiglie e imprese per poi essere illustrato da Mario Draghi in conferenza stampa. Il primo maggio del Governo è stata una giornata di lavoro per trovare il modo di aumentare la dote (che dovrebbe passare da 6 a 7,5 miliardi almeno). Sul tavolo due ipotesi: un bonus una tantum di 200 euro nella prossima busta paga, oppure un rafforzamento della decontribuzione dello 0,8% per i redditi fino a 35mila euro, decisa per tutto il 2022 nell’ultima manovra e costata circa 1,5 miliardi. La seconda soluzione è considerata più concreta, dal momento che lo stanziamento finora valutato è vicino al miliardo.

Non è escluso, si ragiona in ambienti della maggioranza, che l’intervento sul cuneo possa essere rinviato a un secondo momento, quando saranno a disposizione risorse più ingenti per realizzare una misura strutturale. Di fatto, con il nuovo decreto si supereranno i 20 miliardi di euro stanziati dal Governo in quattro mesi per fronteggiare la crisi energetica, divenuta più grave con la guerra in Ucraina. Palazzo Chigi e Mef non prevedono ancora uno scostamento, in attesa di capire se l’Ue metterà in campo un Energy Recovery Fund. Da Bruxelles intanto arriveranno le nuove linee guida della Commissione per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund per il Pnrr, con indicazioni utili ai
singoli Paesi per modificare e aggiornare i rispettivi Piani nazionali. In attesa che in Europa si trovi una difficile sintesi fra interessi contrastanti anche sul tetto al prezzo del gas, il governo Draghi aggiunge nel nuovo decreto altri strumenti per l’emancipazione dalle forniture russe: si prevede la realizzazione “urgente” di rigassificatori galleggianti oltre le 12 miglia nautiche dalla costa, ma anche di impianti fissi a terra.

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