mercoledì, 25 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Kiev fa saltare un ponte tra Crimea e Melitopol. Biden al Congresso: “Altri 33 miliardi per aiutare gli ucraini”

L'esercito di Kiev ha fatto saltare un ponte ferroviario attraverso cui i russi inviavano dalla Crimea rifornimenti di armi e carburante verso l'Ucraina meridionale. L'Ue insiste: "Piegarsi al decreto russo di pagamento in rubli del gas significa aggirare e violare le sanzioni". Erdogan parla con Putin: "Continueremo a mediare per la pace".

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Gli scontri a fuoco e i bombardamenti nell’Ucraina meridionale e orientale stanno trasformando il Paese in un campo di ordigni inesplosi, che costituiranno un pericolo anche al termine dell’atroce conflitto. “La vita sta lentamente tornando alla normalità, ma adesso il problema più grave sono le mine. Nella regione di Kiev ci sono ancora 22mila esplosivi lasciati dai russi. È un lavoro enorme”, così ha detto il generale Oleksandr Pavliuk, capo dell’amministrazione militare regionale di Kiev, accompagnando il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, tra le macerie di Borodyanka, Bucha e Irpin, alcune delle città più devastate dall’offensiva russa.

Guterres è atterrato ieri a Kiev, dopo il colloquio avuto a Mosca con il presidente Vladimir Putin, ed è rimasto sensibilmente scosso dinanzi all’infernale atmosfera che si respira a Borodyanka. “Quando vedo questi palazzi distrutti dalla guerra, immagino la mia famiglia, mia nipote nel panico e in fuga”, ha chiosato. Intanto la resistenza ucraina sta lottando strenuamente per bloccare e abbattere il nemico su tutti i fronti. L’esercito di Kiev ha fatto saltare uno strategico ponte ferroviario attraverso cui i russi inviavano dalla Crimea rifornimenti di armi e carburante verso l’Ucraina meridionale. Lo ha detto su Telegram Serhiy Bratchuk, portavoce dell’amministrazione militare di Odessa, citato dalla Cnn. Il ponte collega direttamente la Crimea con il villaggio di Yakmivka, nei pressi di Melitopol.

Ue: “Rispettare il decreto rubli significa violare le sanzioni”

La Commissione Europea non ci sta e invita gli Stati occidentali a non piegarsi dinanzi al decreto voluto da Putin per il pagamento in rubli del gas russo. “La domanda che viene posta è se rispettare il decreto violerebbe le sanzioni. La risposta chiara è sì. Stiamo fornendo le linee guida agli Stati membri per spiegare il perché. Se il pagamento avviene in rubli non stiamo parlando del contratto stipulato e stiamo parlando di un aggiramento delle misure“, ha detto Eric Mamer, portavoce della Commissione europea, nel corso di una conferenza stampa. Le sue dichiarazioni arrivano dopo l’annuncio di resa dell’Ungheria allo “schema di pagamento messo in atto da Mosca sia per il petrolio che per il gas”. “Le autorità russe hanno messo in atto un sistema molto sofisticato che coinvolge una serie di passaggi e significa che le società pagheranno in una valuta e il loro pagamento verrà convertito in rubli da qualcun altro a un tasso di cambio e con dei tempi su cui non abbiamo controllo“, ha spiegato Mamer.

Colloquio telefonico fra Erdogan e Putin

Ennesimo giro di chiamate tra leader mondiali. Stavolta il dialogo telefonico è avvenuto tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il suo omologo russo Vladimir Putin. “Durante i colloqui, hanno discusso dello scambio di detenuti tra Russia e Usa avvenuto ieri in Turchia, nonché di eventi legati all’Ucraina”, ha affermato l’ufficio del leader turco, come poi riportato dall’agenzia di stampa Anadolu. Pare che il capo del Cremlino abbia colto l’occasione per ringraziare Erdogan per l’assistenza dimostrata nella vicendevole restituzione di prigionieri russi e americani.

Il presidente turco ha poi assicurato al suo omologo di essere assolutamente pronto nel portare avanti gli sforzi di mediazione e pace tra Mosca e Kiev; a darne notizia è stata la stampa turca. Intanto il presidente angolano Joao Lourenco ha richiesto esplicitamente di parlare con Putin. Anche tra loro è intercorsa una telefonata che rafforza la cooperazione tra i due Paesi. “Entrambe le parti hanno espresso soddisfazione per le amichevoli relazioni russo-angolane. È stata confermata la disposizione reciproca a un loro ulteriore sviluppo, in ambito commerciale, economico, scientifico e tecnico”, ha dichiarato in una nota il Cremlino.

Biden chiede al Congresso 33 miliardi per Kiev

Altri 33 miliardi di dollari, di cui 20 per aiuti militari, un “finanziamento supplementare” per sostenere anche economicamente l’Ucraina: questa la richiesta avanzata dal presidente Usa Joe Biden al Congresso. Ne ha dato notizia un alto dirigente dell’amministrazione Usa. Intanto il leader americano ha intenzione di annunciare la confisca dei beni degli oligarchi russi, per colpire e atterrare i vertici di Mosca. Biden ha riferito nel suo intervento alla Casa Bianca che stanno “inviando 10 armi anti tank per ogni tank russo”. “Cedere all’aggressione avrebbe un prezzo più alto che aiutare l’Ucraina. Non è economico sostenere Kiev, ma gli Stati Uniti possono farcela. Non stiamo attaccando la Russia, aiutiamo solo gli ucraini a difendersi“, ha aggiunto.

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