lunedì, 23 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, Petkov su gas russo: “Ricatto di Mosca inaccettabile”. DJI e Basf chiudono le attività in Russia

Il premier bulgaro Petkov ha affermato che la Bulgaria sta rivedendo tutti i suoi contratti con la Gazprom, compresi quelli relativi al transito di gas russo diretto in Serbia ed Ungheria. Basf e DJI chiudono le proprie attività in Russia.

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“L’interruzione delle forniture di gas russo da parte di Gazprom rappresenta una grave violazione del contratto, ed equivale ad un vero e proprio ricatto”. Perentorio il premier bulgaro Kiril Petkov, in merito alla decisione del colosso russo di interrompere le forniture di gas a causa della richiesta da parte di Mosca di modificare la valuta di pagamento in rubli. Petkov ha affermato, inoltre, che la Bulgaria sta rivedendo tutti i suoi contratti con la Gazprom, compresi quelli relativi al transito di gas russo diretto in Serbia ed Ungheria.

Volodin: “Le forniture vanno sospese in tutti i Paesi che intralciano la nostra operazione”.

Per il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, invece, la Russia dovrebbe sospendere la fornitura di gas non solo a Bulgaria e Polonia, ma anche a tutti gli altri Paesi che si sono dimostrati ostili al Cremlino. “La Gazprom ha sospeso completamente la fornitura di gas a Bulgaria e Polonia. Lo stesso dovrebbe fare con tutti i Paesi che intralciano la nostra operazione”, ha affermato.

Basf annuncia la chiusura delle sue attività commerciali in Russia e Bielorussia.

Viceversa, diverse aziende mondiali stanno chiudendo le proprie attività presenti sul suolo russo. Basf ha annunciato l’intenzione di chiudere le sue restanti attività in Russia e Bielorussia entro luglio. Attualmente l’azienda impiega 684 persone nei due Paesi, che rappresentano circa l’1% dei ricavi del gruppo. “Sono escluse le attività che riguardano la produzione di cibo, in quanto la guerra rischia di scatenare una crisi alimentare di dimensioni globali”, spiega l’azienda chimica tedesca. “La decisione è stata presa alla luce degli ultimi sviluppi riguardanti il conflitto. Nel rispetto del diritto internazionale e nell’ottica dell’ultimo pacchetto di sanzioni UE”.

DJI annuncia la chiusura delle sue attività commerciali sia in Russia che in Ucraina.

Anche il leader mondiale di droni DJI ha annunciato la sospensione delle proprie operazioni commerciali sia in Russia che in Ucraina. “Stiamo valutando i requisiti di conformità nelle varie giurisdizioni”, specifica l’azienda cinese. “Sospenderemo in via temporanea tutte le attività commerciali presenti nei due territori”. Pechino, del resto, non ha mai condannato in maniera decisa l’azione di Putin, e le aziende cinesi sono rimaste in silenzio riguardo alle sanzioni apposte alla Russia da Stati Uniti ed Unione Europea.

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