domenica, 29 Maggio 2022

Emergenza clima, il pianeta è a rischio: l’Africa occidentale molto di più

Le città dell'Africa occidentale stanno pagando le conseguenze delle emissioni di gas serra dei paesi ricchi. Non bastava depredarli, sfruttarli e impoverirli dopo anni di colonialismo occidentale. Continuiamo a dare fastidio, anche a distanza. I paesi inquinanti hanno promesso aiuti per 100 miliardi di dollari l'anno. Un sacco di soldi. Ma nessuno li ha ancora visti.

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Dakar, Lagos, Abidjan, Accra, Freetown, le grandi città dell’Africa occidentale stanno pagando, e pagheranno sempre di più, le conseguenze delle emissioni di gas serra dei paesi ricchi. Non è bastato depredarli, sfruttarli e impoverirli dopo anni di colonialismo occidentale. Continuiamo a dare fastidio anche a distanza. Ma chi inquina, tanto per cambiare, non se ne assume la responsabilità.

L’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico – Ipcc, presentato il 28 febbraio, parla espressamente dell’Africa e, in particolar modo, di quella occidentale. Eventi climatici estremi come siccità e inondazioni, spingono sempre di più gli abitanti di questa regione verso i grandi centri urbani e costieri, sempre più affollati. Non è più possibile sostenersi con l’agricoltura. Le piogge sempre più violente e imprevedibili portano via lo strato superficiale dei terreni, rovinando le coltivazioni. Diventa sempre più frequente la diffusione di parassiti che uccidono bovini e capre. Le temperature, salite di un grado, rispetto ad un secolo fa, fanno diminuire i pascoli. Entro il 2050 molto probabilmente saliranno di un altro grado. Entro il 2060 si andrà oltre i 40 gradi per più di 110 giorni all’anno.

Il rapporto dell’Ipcc evidenzia che dal 1990 al 2010 l’economia africana è cresciuta del 14% in meno rispetto a quello che avrebbe potuto fare se non ci fosse stata l’emergenza climatica. Il suo potere d’acquisto, quindi, è diminuito e sta peggiorando a causa della guerra in Ucraina che ha fatto aumentare il prezzo del mais del 10% in più e diminuire le importazioni di grano. Gli oceani si sono scaldati e il pescato si ridurrà nei prossimi anni perché i branchi di pesce si spingeranno più a nord per trovare temperature dell’acqua meno calde.

Se le temperature globali aumenteranno di due gradi, le ondate di caldo saranno più frequenti del 35% e più intense del 37% rispetto a quanto succederebbe se l’incremento fosse contenuto entro 1,5 gradi. I costi del riscaldamento globale in Africa saranno alti. Per adattarsi alla nuova realtà si dovrebbero spendere 17 dollari all’anno per ogni africano (20 miliardi in totale). Con l’accordo sul clima di Parigi, i paesi si sono impegnati a raggiungere il primo obiettivo, aspirando al secondo. I paesi inquinanti hanno promesso aiuti per 100 miliardi di dollari l’anno. Un sacco di soldi. Ma nessuno li ha ancora visti.

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