domenica, 29 Maggio 2022

Siena, catcalling alle sue studentesse: professore denunciato per molestie resta in servizio

La vicenda risale al 2015. La prima denuncia è arrivata nel 2020, anno del diploma in cui una sua ex allieva decise di girare un video con le sue compagne di classe per denunciare gli episodi di catcalling subiti.

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Apprezzamenti altamente fuori luogo durante le lezioni, sui social e in classe. Comportamenti verbalmente molesti che un professore di un liceo di Siena avrebbe riservato per alcune sue studentesse per anni. La vicenda sarebbe iniziata nel 2015 e proseguita nel periodo in cui le ragazze frequentavano l’istituto superiore. La prima denuncia è arrivata nel 2020, anno del diploma in cui una sua ex allieva decise di girare un video con le sue compagne di classe per denunciare gli episodi di catcalling subiti. Il filmato venne diffuso sui social, fece il giro tra gli studenti, ma il professore restò al suo posto e lo è tutt’ora. “Non vedo l’ora di vedere il tuo vestito all’esame” e ancora, “non sentirti in imbarazzo se non ti staccherò gli occhi di dosso”, “bella la foto con la finestra. Bella te soprattutto”. Queste solo alcune delle frasi pronunciate in quegli anni dal docente.

Le indagini sono in mano alla Procura senese“, questo quanto dichiarato in una conferenza stampa dagli avvocati dell’associazione antiviolenza Donna chiama Donna alla quale si è rivolta lo scorso anno la ragazza. “Il professore aveva comportamenti sessualmente molesti e inadeguati con le studentesse – risuona la voce dell’Onlus, assistita dall’avvocato Claudia Bini -. Eppure è rimasto al suo posto, libero di molestare le studentesse o di farle sentire in colpa per non averlo lasciato fare”. L’istituto “avrebbe finto di non vedere, che fosse normale, che fosse un gioco e non una violenza. Perché forse, se la scuola fosse intervenuta per tempo, il professore si sarebbe fermato senza bisogno di azioni legali e non ci sarebbero così tante studentesse ferite dalle sue molestie e dalle sue manipolazioni psicologiche”.

L’Onlus ha inviato una pec alla dirigenza della scuola, una lettera poi seguita dalla richiesta analoga da parte di altri 49 studenti. Dopo l’interessamento dei genitori, pare che la dirigente avrebbe in un primo momento affermato di non essere assolutamente a conoscenza del problema. Quest’ultima ha poi spiegato di aver provveduto a inoltrare una segnalazione alle autorità competenti. Un caso che ricorda tristemente la vicenda del cosiddetto “liceo delle molestie” in provincia di Cosenza.

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